PASSAPAROLA

Editoriale


Le elezioni amministrative nel  Paese in cui siamo

Quando  pensiamo all’Italia dobbiamo partire dai connazionali  che hanno paura di scivolare nella povertà (uno su quattro italiani corre questo rischio ) che verificano con mano  il calo del proprio  potere d’acquisto, la  minore capacità di risparmiare , il gonfiarsi del numero  dei giovani che non trovano lavoro ( il 30 cento) che passano le giornate tra il divano della casa dei genitori. Il computer, l’happy hour .

Guardiamo alle prospettive di un paese invecchiato , dove una generazione finisce per girare a vuoto, e a un futuro prossimo venturo di cinquantenni- sessantenni senza pensione .

Dobbiamo anche essere consapevoli che la classe di governo non pensa affatto a questo: dichiara di volere fermare la demolizione delle case abusive a Napoli e la sanatoria delle multe automobilistiche , a partire da quelle comminate per l’Ecopass a Milano motivate con l’esigenza di non aumentare l’inquinamento dell’aria.

Mentre scrivo si sta votando , gli slogan della classe di governo sono : via le BR dai tribunali; Pisapia vuole la più grande moschea a Milano noi no, Pisapia vuole la città islamica e zingaropoli tuona  il presidente del consiglio dei ministri , ( che naturalmente non ha altro a cui pensare)  Pisapia vuole  dare il voto agli immigrati noi no , Pisapia vuole riempire Milano di Rom noi no e poi il colpo a sorpresa : spostare due ministeri a Milano . E’ un messaggio politico della non accoglienza, dell’astio verso il forestiero,  al fondo leggendo i manifesti ,mentre mi reco a Messa,  è un messaggio di ostilità verso il prossimo e di cattiveria e mi chiedo : verrà premiato ? Tuttavia dentro di me mi auguro che la gente . i milanesi , si risveglino , riprendano la voglia di gestire la propria cittadinanza , reagiscaqno , rammento che Milano sa essere un laboratorio del nuovo, del solidale, del moderno, spero che ciò si avveri. In ogni caso , penso , domani   arriveranno i risultati e speriamo che sia un altro giorno.  Stamattina mi alzo  presto per andare a Lucca per un coordinamento delle 10 sedi della associazione in Toscana, ho dietro la radiolina al ritorno verso le 15, 40 arrivano i primi risultati , dapprima i distacchi sono minimi, poi crescono ,  assumono le dimensioni di una vittoria democratica netta , inequivocabile . Da sei mesi Milano è interessata anche da manifesti  elettorali inusuali: “il vento sta cambiando”,  “mostriamo il volto gentile di Milano, sono messaggi chiaramente in controtendenza in una campagna dove dei Pubblici Ministeri vengono additato come un cancro da estirpare, dove si vogliono alimentare i sentimenti meno nobili dell’uomo : la paura, l’egoismo nazionalistico, l’ostilità verso chi viene da lontano, il conservatorismo chiuso in se stesso , la menzogna perfino   . Mi chiedo in cosa possono influire e la risposta inaspettata arriva , sono serviti ma a rovescio  : i cittadini con il loro voto hanno premiato chi punta sul confronto civile e costruttivo, sull’umorismo. C’è anche un dato su cui riflettere : dopo la campagna durissima contro i  pubblici ministeri, condotta in prima persona dal Premier ,  proprio uno di questi, fra i più detestati. De Magistris è eletto trionfalmente a Napoli , citta dove il Presidente del Consiglio , più volte , aveva annunciato il miracolo della sparizione dei rifiuti.

In questi anni abbiamo partecipato con malcelata sofferenza alla vita sociale e politica, più del succedersi delle vittorie o delle sconfitte elettorali ci colpiva la trasformazione a livello di cultura e di costume, il venir meno di regole di convivenza civile , sociale e politica, il crepuscolo degli orizzonti ideali, l’arroganza , l’idea che l’apparenza e il successo fossero parametri e fini predominanti della politica e dell’impegno sociale , la cultura della legalità negletta.

Poi il risveglio che non si può comprimere nella etichetta di destra o di sinistra e il farlo sarebbe un grosso rischio oltre che una etichettatura ingiusta.  A Milano un coloro politico nuovo ha invaso la Piazza Duomo dei festeggiamenti: l’arancione  ed è stata festa grande ma al risultato ha concorso e in misura significativa e pubblica la borghesia milanese e in essa i cattolici democratici reduci dalle vecchie battaglie della sinistra di base della Democrazia Cristiana e i socialisti della grande tradizione milanese del socialismo umanitario. Insieme , sotto la presidenza battagliera di Piero Bassetti, già presidente della Regione Lombardia, Poi ministro e presidente di Unioncamere , hanno dato vita infatti al Comitato del 51 percento,  a sostegno di Pisapia sindaco di Milano.

Un contributo discreto ed efficace insieme per migliorare l’attenzione ai valori nella amministrazione civica è venuto dalla Diocesi di Milano e dall’opera e dalla testimonianza straordinaria dell’arcivescovo Tettamanzi.  Il suo insistere sulla accoglienza degli immigrati, dei Rom,  la sua proposta e il suo impegno per la rete di solidarietà per le persone e le famiglie colpite dalla crisi , la sua apertura verso i credenti musulmani hanno costituito l’antidoto efficace contro il diffondersi  della cultura di centro destra  che a Milano si presentava in forma aggressiva come gli slogans prima riportati dimostrano.  Il Responsabile della Casa della Carità della Diocesi di Milano è giunto a firmare una lettera aperta nella quale si motivava l’invito a non votare il Sindaco uscente Letizia Moratti proprio per il programma antisolidaristico  con il quale si presentava .

C’è anche un dato politico che coinvolge necessariamente il governo.  Il Presidente del Consiglio dei Ministri si è presentato a  Milano come capolista giocando in prima persona e puntando su un successo personale da contrapporre , nella sua ottica, agli avversari politici e sopra tutto ai giudici di Milano. Il risultato è stato un tracollo dei voti, dimezzati rispetto alle elezioni amministrative precedenti . Evidentemente contava su una specie di impunità rispetto ad una azione di governo fortemente deficitaria, con poltrone di ministro, a partire da quello particolarmente importante per Milano, del Ministero dello Sviluppo Economico , rimaste inoccupate per lungo tempo e sopra tutto contava di non pagare dazio per la sua condotta tutt’altro che consona  all’ art. 54 della Costituzione “ i cittadini cui sono affidate fu8nzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore” . I Milanesi nell’esprimere il loro voto hanno messo in conto anche questo ed ha pesato nel loro giudizio come lo stesso Presidente della Regione Lombardia stasera  a Ballarò ha dovuto ammettere.

Il vento che cambia interpella anche noi associazioni consumeriste,  crea un clima e condizioni nuove e più favorevoli per le nostre iniziative e le nostre proposte . Il vento che cambia non è a traino di ideologie ma è aperto alle proposte di giustizia e di solidarietà , per uno sviluppo sostenibile e solidale . Noi dobbiamo sentirci chiamati ad entrare nel percorso nuovo che si apre, con umiltà e mitezza,  con la forza della convinzione e costruire il nostro contributo per un altro sviluppo e per la rinascita di una politica che sia costruzione della città, (la polis) a dimensione d’uomo per tutti gli uomini  Pietro Praderi