LA POVERTà ALIMENTARE IN ITALIA

LA POVERTA’ ALIMENTARE IN ITALIA
(e la rete di intervento sulle eccedenze
e la sovrapproduzione alimentare)

LA LOTTA ALLO SPRECO E LA GESTIONE DELLE ECCEDENZE ALIMENTARI PER FARNE UNA RISORSA, UNA CAMPAGNA CHE FA TUTT’UNO CON QUELLA PER UNO STILE
DI VITA SOBRIO E SOLIDALE

La Lega Consumatori fin dal suo sorgere propone uno stile di vita sobrio e solidale. Lungo il cammino quella che sembrava una scelta individuale eticamente motivata è divenuta una urgenza sociale necessaria per uscire dalla crisi attraverso la costruzione di un altro sviluppo, fondato su un nuovo paradigma, sostenibile e solidale. E proprio lungo il cammino, ormai di quarant’anni, la Lega Consumatori è chiamata a rendersi conto che la scelta dello stile di vita sobrio e solidale non può prescindere, anzi deve essere tutt’uno con la lotta allo spreco, la difesa dell’ambiente e la gestione finalizzata della sovrapproduzione e delle eccedenze. Il tema delle eccedenze non riguarda solo il campo dei prodotti alimentari, lo privilegiamo per la sua dimensione e perché è in rapporto diretto con la povertà e con la difesa dell’ambiente.

LA DIMENSIONE DEL FENOMENO
In Italia vengono distrutte 1,5 milioni di tonnellate di beni alimentari, con un valore di 4 miliardi di euro e l’equivalente di 15,000 tir.
Le eccedenze alimentari sono composte da:
- Prodotti con date in scadenza ravvicinate,
- Prodotti di facile deperibilità,
- Prodotti scartati per motivi di tipo estetico (confezioni leggermente ammaccate)
- Prodotti in via di sostituzione con altri che incontrano il gusto mutevole dei consumatori.
Tuttavia si tratta di prodotti perfettamente commestibili che come tali possano essere consegnati a gente bisognosa.
Le eccedenze alimentari, come quelle di altri beni, sono destinate a finire nelle discariche creando costi aggiuntivi e danni ulteriori all’ambiente.
L’alternativa si gioca sul percorso tempo e spazio. Velocemente i prodotti gengono ritirati dagli scaffali e portati in magazzeno, velocemente dei volontari incaricati li ritirano e li trasportano alle associazioni che li distribuiscono a chi ne ha bisogno. La Lega Consumatori intende preparare e predisporre la propria rete di sportelli per inserirsi e collaborare attivamente in questo meccanismo.

CHI SI AVVANTAGGIA DELL’UTILIZZO SOCIALE DELLE GIACENZE:
A) In un periodo di crisi come l’attuale in primo luogo i destinatari dell’azione di volontariato: le persone povere che ricevono i beni, per altro gratuitamente.
B) Allo stesso tempo sono le imprese ad avvantaggiarsi in tre modi:
1. Ottengono un ritorno di immagine positivo anche sotto forma di vantaggio etico
2. Hanno un vantaggio economico in termine di riduzione dei costi di smaltimento delle merci fuori mercato
3. Possibilità di recuperare il 4% di IVA sulle derrate alimentari donate
Si pone qui anche un nodo che va sciolto. Tale possibilità è oggi accordata per i soli prodotti alimentari, si tratta però di normativa che andrebbe estesa ad altri settori della distribuzione.
C) Ne trae vantaggio l’ambiente sia quanto a rifiuti da collocare in discarica, sia come impatto sull’effetto serra.

LA RETE DELLA GESTIONE SOCIALE DELLA SOVRAPPRODUZIONE E DELLE ECCEDENZE
Da quanto vediamo tutti gli attori coinvolti nella esperienza di trasformazione dello spreco in risorsa nel comparto alimentare traggono benefici, essi si rapportano fra loro secondo lo schema win–win che risulta positivo per tutti. Nasce da qui la sostenibilità della proposta e della rete che la sostiene: essa viene garantita dal fatto che tutti traggono benefici e nel contempo testimoniano e veicolano valori etici. Infatti nel rapporto non entrano in gioco soltanto valutazioni di utilità e convenienza economica settoriali o di parte, ci si accorda su finalità di ampio respiro, fondamentalmente umanistiche e di bene comune, di attenzione alla dignità della persona, a partire da quella in difficoltà, di attenzione all’ambiente. Si crea un approccio etico e questo costruisce un legame fra i diversi attori coinvolti nella esperienza.

LA POTENZIALITA’ DELLA RETE COME PROPOSTA INNOVATIVA E RADICABILE SUL TERRITORIO
Dianzi si è fatto cenno alla necessità di uscire dalla crisi con un nuovo paradigma. Esso si deve esprimere a tutto campo nella produzione e nel commercio sostenibile e solidale e nella ricerca di nuovi rapporti fra soggetti e fattori in campo.
La rete di cui scriviamo è in grado di qualificarsi come rete locale, solidale, dinamica e stabile tra mondo del profit (le imprese commerciali) il mondo del non profit (volontariato e terzo settore) e istituzioni. Una rete formata da solide interazioni, scambi di beni e di valori attraverso il dono.
Il dono che si fa valore in concorrenza con lo scambio che ha connotati specificamente economici.
In questo modo il valore invenduto assume un valore relazionale, oltre che socio assistenziale. Paradossalmente il valore invenduto finisce per avere una sorte migliore di quello venduto che cessa all’atto dello scambio.
Qui il valore invenduto che si fa risorsa anziché spreco è come lasciasse traccia di se in un rapporto che si fonda su principi di fiducia e solidarietà fra tutti i soggetti coinvolti.
Si tratta di una rete nella quale la società civile, la società economica e la società economica e la società politica dialogano a stretto contatto per realizzare forme concrete e sostenibili di economia della reciprocità e tali da convergere nel dare una risposta unica a due problemi che caratterizzano la realtà locale: lo spreco e la scarsità delle risorse, chi ha troppo e chi ha troppo poco.

IL RUOLO DELLA LEGA CONSUMATORI NELLA RETE DI GESTIONE SOCIALE DELLA SOVRAPPRODIUZIONE E DELLE ECCEDENZE
Dal passaggio dalla Lira all’euro, 2001, la Lega Consumatori si è distinta nella lotta al carovita. Lo abbiamo fatto con numerose iniziative progettuali di informazione: l’Osservatorio Prezzi, la Vetrina Prezzi, il costante monitoraggio e l’azione di informazione e denuncia. Per lo stile del nostro operare non abbiamo “forato” giornali e telegiornali, abbiamo avuto però interlocutori seri, es. Radio Marconi e il quotidiano il Giorno.
Abbiamo puntato sistematicamente sulla formazione del consumatore e sulla sua capacità di discernimento critico, di fare confronto fra le diverse offerte di beni e servizi, di praticare la programmazione della spesa familiare.
Si tratta di due impegni, quello della informazione e della formazione che confermiamo e che intendiamo sviluppare ulteriormente. Dobbiamo però innovare la nostra proposta e la nostra azione anche in rapporto alla evoluzione della crisi. Monitorare l’andamento del costo della vita va bene anche oggi ma non rappresenta più la priorità del nostro intervento. Stiamo preparando il quarto congresso nazionale e lo abbiamo fatto incentrando la nostra riflessione sul ruolo della famiglia come soggetto sociale in grado di produrre valore sociale aggiunto per le persone, per se stesso, per la società. Ci siamo resi conto che recuperare il ruolo della famiglia come soggetto sociale apre per la Lega Consumatori prospettive strategiche concrete e promettenti.
La rete della gestione sociale della sovrapproduzione e delle eccedenze ha un riferimento immediato per l’attuazione concreta del piano della famiglia della Lega Consumatori.
Lo ha sulla scorta della analisi della Lega Consumatori sulla condizione della famiglia in Italia, analisi che coglie la condizione di disagio generale delle famiglie, ed in particolare delle famiglie con più figli minori, con capi famiglia disoccupati, e comunque a basso reddito. Tutto questo ci porta ad affermare che l’informazione e la formazione contro il carovita sono utili ma la Lega Consumatori è chiamata ad andare oltre, crearsi e potenziare un ruolo diretto e concreto di aiuto alle famiglie.

LA SCELTA DI INSERIRE LA LEGA ORGANICAMENTE NELLA RETE DI GESTIONE SOCIALE DELLA SOVRAPPRODUZIONE E DELLE ECCEDENZE
La Lega Consumatori non parte da zero, ha ideato e realizzato fra le prime in Italia i gruppi di acquisto collettivo e le cooperative commissionarie, attualmente dispone di esperienze di gruppi di acquisto familiari. Un’esperienza che intendiamo potenziare e sviluppare. La partecipazione alla rete di gestione delle eccedenze che deve essere distinta dai gruppi acquisto familiare, anche se le persone possono essere le stesse. Nella nostra proposta che naturalmente verificheremo, integreremo e arricchiremo in itinere le iniziative da intraprendere sono le seguenti:
a) Promuovere incontri sul problema avendo come base la nostra elaborazione sulla condizione della famiglia in Italia. Incontri con i quali proponiamo di formare dei gruppi di volontari , scegliendoli in particolare fra i giovani e gli anziani,
b) Promuovere a livello nazionale e in modo coordinato a livello territoriale delle intese cui far seguito con la stipula di convenzioni, con i soggetti che già operano nel settore: Banchi Alimentari, esperienze di last minute market,
c) Promuove la dove ci sono le condizioni, specie se in assenza di interventi in materia, possibilmente con altri soggetti, parrocchie e Caritas, esperienze territoriali specifiche serie e organizzate.
d) Delegare preferibilmente alle parrocchie e alla caritas la scelta delle famiglie e delle persone cui il gruppo dei volontari della Lega Consumatori si impegnano a distribuire i prodotti alimentari fornite dalle iniziative della rete.
e) Mantenere pulita, razionale ed efficiente l’azione per la parte promossa dalla Lega Consumatori facendo si che alle famiglie e persone in stato di bisogno quanto promosso arrivi tempestivamente, perfettamente commestibile e gratuito.
La Presidenza Nazionale intende pertanto aprire subito un percorso con un responsabile nazionale , una squadra e una proposta e azione coordinata.
Vicenza 6 febbraio 2010-in occasione del Festival dei Consumatori
A cura di Pietro Praderi