GUIDA ALLA POVERTÓ IN ITALIA


                      


 


LA POVERTA’ IN ITALIA


A cura di Pietro Praderi


 


Il Progetto “Rendiamoci Conto” impegna la Lega Consumatori in un ampio orizzonte di interventi da porre in essere a tutela dei cittadini consumatori e utenti. Per fare tutto questo è necessario indagare la realtà e conoscere la condizione delle persone di riferimento e come Movimento educativo e sociale a fondamento cristiano quale l’associazione vuol essere, per partire dalla condizione degli ultimi.


Il nostro approccio si basa essenzialmente sui dati Istat.


 


LA POVERTA’ RELATIVA IN ITALIA


Le persone residenti che in Italia si trovano in condizioni di povertà sono stimate in 8.078.000, il 13,6% della popolazione e rappresentano 2.737.000 famiglie pari all’11,3% del totale famiglie italiane.


La definizione della condizione di povertà relativa viene fatta su base convenzionale. La soglia o linea di povertà è costituita per una famiglia di due persone da una soglia di spesa mensile pari, per il 2008, a €.999,67 per persona (più 1.4) rispetto alla soglia del 2007. Una persona che presenti una spesa mensile inferiore alla soglia indicata entra a far parte dell’area della povertà relativa.


 


 


DIFFUSIONE DELLA POVERTÀ IN ITALIA E LA DIFFERENZA TRA NORD E SUD


La percentuale nazionale del 13,6% si riparte nel seguente modo: Nord - 4.9, Centro - 6,7, Mezzogiorno - 23,8 %. Il dato sociale drammatico è che la povertà relativa nel Mezzogiorno è quasi 5 volte superiore a quella del resto del paese.


 


LA POVERTA’ COLPISCE SOPRA TUTTO LA FAMIGLIA


Sono colpite soprattutto le famiglie formate da una coppia (specie anziana), il 19,6%. Le più colpite sono le famiglie con 3 o più figli a carico di età inferiore ai 18 anni che salgono al 27.2% e nel Mezzogiorno esse arrivano al 38,8%.


 


IL RAPPORTO TRA POVERTA’ E LAVORO


La media sale al 14,5% quando a capo della famiglia c’è una persona occupata operaio o assimilato. Nella famiglia nella quale il capo è in cerca di lavoro la media sale al 33.9% e quando in cerca di lavoro sono due componenti si giunge al 44,3%. Per converso la media italiana delle famiglie in condizione di povertà relativa scende al 9,6% quando nessun componente è alla ricerca di una occupazione. L’incidenza percentuale più elevata si ha quando non ci sono componenti occupati, cassaintegrati o pensionati e la percentuale sale fino al 49,6%. Infine quando la famiglia ha tutti i componenti occupati la media scende al 4%.


 


LA DIFFUSIONE DELLA POVERTA’ NELLE REGIONI ITALIANE


Nell’ordine:


Sicilia 28,8%, Basilicata 28,8%, Campania 25,3%, Calabria 25%, Molise 24,4%, Sardegna 19,4%, Puglia 18,5%, Abruzzo 15,4%, Lazio 8,2%, Valle d’Aosta 7,6%, Friuli Venezia Giulia  6,4%, Liguria 6,4%, Umbria 6,2%, Trento  5,8%, Bolzano  5,7%, Marche 5,4%, Toscana 5,3%, Veneto 4,5%, Lombardia 4,4%, Emilia Romagna 3,9 %.


 


GLI INDICI DI PEGGIORAMENTO DELLA REALTÀ


Il peggioramento della condizione delle persone residenti in Italia tra il 2007 e il 2008 si registra nelle tipologie familiari che sono più esposte alla diffusione della povertà. Cresce la povertà relativa per le famiglie più ampie. Quelle con quattro componenti passano nell’area della povertà dal 14,2 al 16,7%, le famiglie con 5 componenti passano dal 22,4 al 25,9%. Le coppie con due figli dal 14,9 al 16,2%; queste coppie con figli minori dal 15,5 al 17,8%. Le famiglie con almeno un componente in cerca di occupazione passano dal 23,7 del 2007 al 31% del 2008.


 


LA POVERTA’ ASSOLUTA


Nel 2008 le persone in condizione di povertà assoluta sono state 2 milioni 893 mila il 4,9% della popolazione composta da 1.126.000 famiglie. Esse rappresentano il 4,6% delle famiglie residenti in Italia. La stima dell’incidenza della povertà assoluta viene calcolata in base alla soglia di povertà che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un determinato paniere di beni e di servizi. Esso è rappresentato nel contesto italiano dai beni e servizi necessari ad una famiglia determinata ritenuti essenziali per uno standard di vita minimamente accettabile. La soglia di povertà assoluta si differenzia per dimensione, e composizione sia per età della famiglia, sia per ripartizione geografica, sia per ampiezza demografica del comune di residenza. La famiglia con una spesa pari o inferiore alla soglia stabilita viene classificata come assolutamente povera.


Ad esempio un adulto (18- 59 anni) che vive solo è considerato assolutamente povero se la sua spesa mensile è pari o inferiore a 750,26 euro mensili se risiede in area metropolitana del nord; 674,13 euro se risiede in un piccolo comune del settentrione, €.502,69 se risiede in un piccolo comune del meridione.


 


LE FAMIGLIE PIU’ COLPITE DALLA POVERTA’  ASSOLUTA


Come prima accennato le famiglie in condizioni di povertà assoluta rappresentano in Italia il  4,6% delle famiglie italiane. Tale media sale per le famiglie più ampie:


a)   al 9,4% per le famiglie con almeno 5 persone;


b)   all’11% per le Famiglie con almeno 5 persone a carico


c)    per le famiglie con a capo un operaio o assimilato si passa al 5,7%


d)   quando il capofamiglia è disoccupato si sale al 14,5%


e)   quando non sono presenti né occupati ne ritirati dal lavoro si sale fino al 19,9% .