LA FAMIGLIA COME SOGGETTO E LUOGO DI SVILUPPO DELLA LEGA CONSUMATORI





LA FAMIGLIA COME SOGGETTO E LUOGO
DI SVILUPPO DELLA LEGA CONSUMATORI

Fin dalla nascita, 1971, ci siamo posti la domanda che ci accompagna da quasi 40 anni, fare un’associazione dei consumatori, semplicemente per aggiungerne un’altra a quelle esistenti, non lo ha ordinato il medico. Allora eravamo solo tre associazioni, compresa la nostra, oggi a livello nazionale siamo 17 e l’interrogativo rimane, l’associazione deve esistere se con essa troviamo una risposta di senso e di significato. Porci una domanda così radicale ci è stato di aiuto. Infatti abbiamo promosso la “Lega dei Consumatori” come si chiamava allora, perché il modello associativo del tempo mirava a coinvolgere il consumatore come individuo da tutelare essenzialmente nei suoi interessi economici, noi lo volevamo associare più compiutamente, non come individuo ma come persona, soggetto di relazione, di relazioni interpersonali e famigliari che intercetta la famiglia, si colloca e vive nella comunità, aspira alla solidarietà e la vive.
E’ così che abbiamo costruito il tratto specifico fondamentale della Lega Consumatori che ci è riconosciuto da tutti gli attori del consumerismo italiano.
Il riferimento alla persona, alla famiglia e alla solidarietà ci ha portati, quasi per spinta naturale ad essere un riferimento trasparente nel percorso di accesso alla giustizia alternativa e integrativa nel quale noi rappresentiamo e difendiamo i consumatori, e siamo portatori e interpreti di giustizia coesistenziale, quella che non rompe i rapporti a partire da quelli umani, ma risolve i problemi componendo pacificamente le controversie, declinando in concreto la cultura della mediazione che è anche cultura di pace.
Ed è così che abbiamo costruito il secondo tratto, accanto a quello del riferimento che va oltre il consumatore colto come individuo, il secondo tratto specifico e fondamentale della Lega Consumatori, essere promotori di giustizia coesistenziale e anch’esso ci è pacificamente riconosciuto dalle associazioni e dalle aziende italiane. Ci avviciniamo al Congresso, è tempo di bilanci. I due tratti citati nella loro importanza anche identitaria li dobbiamo riconoscere come due conquiste qualificanti della associazione.
I congressi tuttavia servono anche per definire nuovi obiettivi di grande respiro, questo consiglio deve servire per indicarne un altro, già presente nel DNA dell’associazione ma non ancora portato a maturazione, come terzo tratto specifico fondamentale.
La Lega Consumatori, che associa le persone per organizzare le famiglie e creare le condizioni perché le famiglie svolgano come tali un ruolo diretto di soggetti che producono un valore aggiunto nella società. Un tema e un obiettivo possibile solo se la nostra associazione matura una cultura della famiglia all’altezza dell’obiettivo che ci poniamo.
Per rendere l’idea, nei quasi 40 anni di vita dell’associazione ci siamo rivolti al cittadino consumatore non come individuo ma come persona e da qui in avanti andiamo oltre , per rivolgersi alle persone proponendo loro di valorizzare in pieno la dimensione e la responsabilità familiare sotto tutti i possibili profili.
Cerchiamo allora di articolare un percorso di costruzione di una proposta culturale sulla famiglia della lega consumatori. Procediamo per punti:

1) LA FAMIGLIA COME LUOGO DI RICONOSCIMENTO E DI VALORIZZAZIONE DELLE DIFFERENZE
La prima radicale differenza è di genere, tra maschile e femminile, ed è dall’incontro fra i due sessi che la famiglia rigenera la vita e costruisce il futuro del genere umano. Antropologicamente la famiglia è questa: il soggetto che rigenera la vita tramite l’incontro fra due differenze fondamentali. A queste due differenze fondative della famiglia, si collegano le altre differenze di genere: genitori–figli, nonni e nipoti. Nella famiglia attuale che anche per questo è in crisi, le differenze citate tendono a diluirsi e ad appiattirsi. Importante invece è riconoscere le distinzioni di ruoli e coltivarli dando ad essi un’azione positiva per creare dipendenza buona, intesa come necessaria e vitale nella famiglia. Infatti nella famiglia impariamo che non ci formiamo da noi, che qualcun altro ci ha fatto e si è fatto carico di noi.
La famiglia ci dice che c’è una storia prima della nostra vita, che ce ne potrà essere un’altra dopo di noi, che questa viene a far parte della nostra identità personale inserita in una vicenda umana iniziata tanto tempo fa e che tocca proprio a me portare verso il futuro, il futuro dell’ambiente umano e dell’ambiente naturale. E’ così che la famiglia si convince che non siamo soli nella storia. E’ così che la famiglia riconosce e valorizza le differenze di genere e di ruolo ed è in grado di interpretarle come fattore fecondo ed arricchente. L’espressione concreta e piena di queste potenzialità della famiglia, non è tuttavia automatica. Nel processo di globalizzazione e per effetto della cultura consumistica la famiglia viene a contatto con modelli e realtà multinazionali e multiculturali subendone anche i condizionamenti. In un quadro dove le diversità non generano facilmente legami buoni: il rapporto con il diverso, l’altro da sé, può tradursi in violenza tra uomo e donna, violenza, sopraffazione, sfruttamento e insinuarsi la legge del più forte nel rapporto fra generazioni. La famiglia però, per vocazione naturale, è luogo d’incontro e mediazione delle differenze, di riconciliazione fra loro, di coltivazione delle diversità buone, di legami e rapporti di rispetto, di amore, amicali e solidali fra soggetti portatori di differenze.
2) LA FAMIGLIA COME FATTO PRIVATO E COME FATTO PUBBLICO
La famiglia è certamente un fatto privato, frutto com’è di una libera scelta personale degli uomini e delle donne.
Però nella misura in cui essa costituisce l’identità delle persone e la sua relazione con il contesto sociale, assume il carattere e la condizione di “fatto” pubblico. La famiglia in questa dimensione pubblica non è più soltanto soggetto privato, ma soggetto pubblico, sociale, politico e civile (e naturalmente religioso). La famiglia è soggetto di cittadinanza con una sua specificità, con doveri e con diritti.
Nella società attuale l’idea della famiglia spesso si ferma alla coppia che assume una centralità senza precedenti ma può esaurirsi in fatto “privato” vissuto come forma di “solitudine abbandonata”. E’ l’effetto della crisi dell’idea del matrimonio. Il progetto famiglia si fa compiuto quando la coppia sceglie il matrimonio e con esso di costituirsi in nuova realtà. Una realtà pubblica che diventa soggetto sociale, che riceve dal diritto riconoscimento e protezione, accettandone le regole. E’ la libera volontà degli sposi che genera lo “status giuridico coniugale” e il matrimonio protegge questa scelta con uno statuto giuridico specificamente disciplinato. In questo modo chi si sposa assume una dimensione nuova che appartiene al suo essere prima che al suo agire: chi si sposa assume un nuovo dato identitario , una nuova responsabilità nella società in primo luogo per la generazione e l’educazione dei figli. Questa è la dimensione costitutiva fondamentale del matrimonio e della famiglia, che la Lega Consumatori fa propria e propone con lealtà e trasparenza. Una nuova dimensione nella quale l’uomo e la donna con la famiglia ne fanno un soggetto pubblico esplicito, e in prima persona, lo promuovono e lo difendono per se stessi, per i figli e per la società. Una nuova dimensione stabile per una fase della vita altrettanto stabile. Non una fase della vita all’insegna del precariato per come si crea la famiglia con fatica e pena , per come ci si lascia, sovente lasciando nelle difficoltà in primo luogo psicologiche i figli.
3) LA FAMIGLIA: IL VALORE E LA LOGICA DELLA RECIPROCITA’
Il matrimonio fonda la scelta e la volontà di radicale condivisione, di donarsi reciprocamente, che risponde all’aspirazione che l’essere umano ha dalla sua nascita. Per questo il matrimonio fonda un legame che da sicurezza alla persona di non essere sola, di poter contare sull’altro, sugli altri e al tempo stesso di sentirsi libera e autonoma. Il matrimonio e la famiglia generano legami di coppia e al tempo stesso tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra le generazioni. Nella famiglia la persona può trovare risposta al bisogno di relazione per il quale “ non è bene che l’uomo sia solo”. Nella famiglia non veniamo confinati in condizioni settoriali: dipendenti, inquilini, consumatori, cittadini, ma possiamo essere e agire come persone totali, libere e autonome.
4) IL LEGAME FAMIGLIARE E LA SUA AMBIGUITA’
La famiglia non vive una fase storica felice. Il dato della ambiguità è richiamato dalle deprimenti cronache di violenza nelle famiglie. Esso è dovuto al fatto che il legame familiare può essere sia di aiuto che di condizionamento, sia di risorsa che di prigione. Quando il legame familiare diventa vincolo o prigione la famiglia fallisce. L’orizzonte della famiglia è invece quello di costruire la cultura e la pratica del legame buono, fatto di rispetto dell’altro, di accoglierlo come dono, di percepirlo come compagno insostituibile di vita, e di viaggio. Non come peso, impedimento o peggio come nemico. Compagno di ricerca quotidiana di risposte di senso e di significato nella vita privata e pubblica, di costruzione di serenità e, se possibile, di gioia. In questo quadro il matrimonio è esperienza di dono e di scambio, di aiuto, di libertà e autonomia che si costruisce fra vicinanza e distanza. Così concepito il matrimonio è espressione di vita personale e comunitaria dell’annuncio evangelico “ pensarci come fratelli figli dell’unico Padre”. Sulla famiglia, la Lega Consumatori può rischiare di fare riferimento alla ispirazione cristiana in chiave semplicemente culturale o ideologica. Invece come Movimento Educativo e Sociale di fedeli laici consumatori e utenti, dobbiamo sapere proporre l’ideale cristiano del matrimonio e della famiglia nella sua freschezza, così come ad esempio lo propone il profeta Gibran “amatevi l’un l’altro ma non fatene una prigione dell’amore, e ci sia piuttosto un mare mosso fra le vostre anime, cantate e ballate insieme e state allegri ma lasciate che ognuno di voi possa stare solo, come sole sono le corde del liuto, anche se vivono insieme della stessa musica. E state insieme non troppo vicini, perché le colonne del tempio stanno separate, e la quercia e il cipresso non crescono mai l’una all’ombra dell’altro”.
5) L’IDEALE DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA A CONFRONTO CON LA SOCIETA’
Ci sono valori e principi radicati nelle aspirazioni naturali dell’uomo e illuminati dalla proposta cristiana che fanno da riferimento permanente. La loro declinazione nelle diverse fasi storiche viene condizionata da fattori che le caratterizzano. La nostra ci presenta matrimonio e famiglia in piena crisi e fra di noi ci sono compagni di viaggio che questa crisi ha coinvolto. Ed anche chi non è coinvolto non può ostentare di vivere in perfetta coerenza gli ideali umani e cristiani del matrimonio e della famiglia. Ecco perché nella Lega Consumatori accogliamo le persone, indipendentemente dal fatto che siano sposati, separati o divorziati.
L’essenziale è che aderiscano alla proposta cristiana del matrimonio e della famiglia e fanno, nella loro situazione concreta, il possibile per onorarla.
Per questo la Lega Consumatori si rivolge alle famiglie per promuoverle, essere di aiuto, in particolare per quelle in difficoltà a partire dalle loro attese e dai loro bisogni reali.

6) LA FAMIGLIA COMUNITA’ EDUCATIVA
La famiglia è luogo di educazione dalla nascita e durante tutto il ciclo di vita di una persona. Educare per la famiglia, da ex-ducere tirare fuori, vuol dire aiutare la persona ad esprimere compiutamente le sue potenzialità e capacità, pertanto a valorizzare la sua soggettività. Al tempo stesso significa introdurre la persona a conoscere la realtà. Insieme ai principi e ai valori sociali questo vuol dire “dare un’ educazione”. E’ così che la famiglia fornisce gli strumenti per leggere la realtà come alterità, per riuscire a leggere l’altro come diverso da me, per capire che la natura del mio interlocutore, non dipende da come io lo maneggio, ma esiste (e per questo merita di essere conosciuto, capito, rispettato). La famiglia è il luogo primario nel quale ognuno di noi sperimenta l’alterità, in cui capiamo, ci educhiamo, al fatto che siamo dipendenti da queste alterità. Nella famiglia non ci facciamo da noi, in essa siamo dipendenti uno dall’altro, ogni identità personale viene costruita e ricostruita attraverso la storia familiare. La famiglia rimedia al rischio di educare costruendo la sola soggettività di un individuo che vede solo se stesso, come unico metro di giudizio, ma proprio per questo umanamente limitato ed esposto ai condizionamenti esterni.
7) IL COMPITO DELLA FAMIGLIA DI INTRODURRE ALLA CONOSCENZA DELLA REALTA’
La famiglia è coinvolta in un processo di trasformazione sociale e culturale profondi. I ritmi del cambiamento sono velocissimi. Sotto il profilo materiale la famiglia, specie quella popolare, è alla prese con l’insicurezza del posto di lavoro, la crisi abitativa e il carovita. Sotto il profilo etico e culturale con le spinte riconducibili al relativismo.
Al tempo stesso si è creato un gap molto netto di livello di istruzione e di conoscenza tecnologica tra genitori e figli mentre la cultura prevalente e consumistica invadono con prepotenza l’ambito in passato riservato al “focolare domestico” nel quale i genitori avevano un forte ruolo di guida e di esempio.
La famiglia, e più direttamente i genitori, hanno l’esigenza di essere coinvolti da agenzie educative in grado di formarli ai loro compiti genitoriali che permangono, anzi vengono esaltati dalle stesse cause della crisi della famiglia e della società. Ora la Lega Consumatori nella sua espressione piena di movimento educativo e sociale di ispirazione cristiana aspira a costituirsi come una di queste agenzie e noi dobbiamo metterla in condizioni per esserlo a tutti i livelli e in modo diffuso.
8) LA LEGA CONSUMATORI CHIAMATA AD INVESTIRE SULLA FAMIGLIA
Deve risuonare fra noi con forza l’esortazione di Giovanni Paolo II “Famiglia diventa ciò che sei”.
La Lega Consumatori deve diventare protagonista diretta ed efficace di questa presa di coscienza e di questo riscatto. Tuttavia per metterci ai nastri di partenza per raggiungere tale traguardo è necessario uscire dalle nebbie che i cambiamenti in atto hanno provocato sulla stessa interpretazione della famiglia.
Il primo chiarimento rispetto al ruolo che questo consiglio nazionale intende assegnare alla famiglia, attiene ai diritti e doveri che ad essa vanno riconosciuti come soggettività sociale, distinta dalle soggettività individuali. Occorre distinguere ciò che è della famiglia e ciò che non lo è.
Ciò vuol dire che dobbiamo definire un “proprium” della famiglia, un “proprium” che non riguarda i diritti individuali, ma i diritti fondati sulla relazione familiare.
E trattandosi della famiglia, e della sua “mission”, il riconoscimento non riguarda solo i diritti ma l’insieme dei diritti e dei doveri.
9) LA FAMIGLIA, NECESSARIO PROTAGONISTA STRATEGICO DEL NUOVO WELLFARE: IL WELLFARE DELLE RESPONSABILITA’
La grande crisi che sta colpendo pesantemente la famiglia, che assiste in Italia allo spettacolo di 3 milioni di persone in stato di povertà ed altri 5 milioni alle prese con la cassa integrazione, il lavoro precario, il caro abitazione e il carovita, minaccia di intaccare pesantemente le basi dello wellfare e i livelli di tutela dei cittadini. La via d’uscita non può più essere, come è avvenuto in passato, riproporre obiettivi di sicurezza sociale di tipo quantitativo e incentrati sui soli diritti. Si tratterebbe di una soluzione improponibile per un welfare insostenibile. La strada per un nuovo welfare è necessaria e doverosa ma verso un welfare sostenibile e pertanto un welfare delle responsabilità, un welfare costruito e gestito con riferimento congiunto e diretto ai diritti e ai doveri. Per questo nuovo welfare la famiglia non solo va coinvolta ma deve diventarne la principale protagonista.
10) LA FAMIGLIA CREATRICE DI VALORE AGGIUNTO NELLA SOCIETA’
C’è una concezione tradizionale della famiglia come bene per la società che chiede di essere aggiornata: essa è di tipo funzionale e tendenzialmente privato. La famiglia bene della società soprattutto perché crea, amministra e conserva il patrimonio. Questo è vero, ha un suo riflesso anche sulla società, basta pensare al fatto che proprio grazie alla cura del risparmio familiare l’Italia, rispetto ad altre economie con famiglie meno avvedute, sta sentendo meno la crisi. Tuttavia nella società moderna e complessa la famiglia è chiamata a qualificarsi e valorizzarsi, come bene della società perché promuove e sviluppa beni relazionali. La famiglia costruisce rapporti con la società che la migliorano e la arricchiscono. Ecco in che senso moderno la famiglia produce valore aggiunto. Come definire il “valore aggiunto” della famiglia? Possiamo rispondere che esso è costituito dalle realtà che solo la famiglia è in grado di creare. Si tratta di realtà non misurabili solo per via quantitativa o economica. Sono realtà in grado di suscitare il senso altruistico dell’ esistenza, la fiducia interpersonale, il valore morale della relazione familiare come generatrice di sistemi valoriali, fino alla generatività come reciprocità del dono della vita. La famiglia certo produce valori anche economici che intreccia naturalmente con i valori morali, i valori patrimoniali ed economici.
11) IL VALORE SOCIALE AGGIUNTO DELLA FAMIGLIA, COME SI ESPRIME E LE SUE VARIABILI
Il valore sociale della famiglia riguarda tendenzialmente tre aspetti:
a) Il valore dei beni e dei servizi portati alla famiglia dai suoi componenti. Esso è in rapporto alla qualità delle relazioni familiari. Se esse sono forti e stabili c’è una moltiplicazione creativa della capacità di sinergia fra le persone e le loro risorse. In queste condizioni si crea valore aggiunto per merito della famiglia. Valore tanto maggiore più è la forza e la durata dei legami familiari. Viene da sè che la debolezza e l’instabilità di essi riduce l’investimento e limita la reciprocità,
b) La capacità della famiglia di redistribuire le risorse fra i familiari in base alle loro necessità personali. Anche qui gioca un ruolo determinante la stabilità e la forza dei legami familiari, se esse sono solide si afferma la condivisione volontaria e l’equità fra chi ha meno e chi ha più. In caso di debolezza o di instabilità dei legami prevale la ricerca di compensazioni in chiave individuale se non individualistica.
c) La capacità della famiglia di contribuire alla società. Qui c’è un rapporto ancora più diretto fra stabilità e forza dei legami familiari e capacità della famiglia di impegnarsi in compito pro sociali. L’instabilità dei rapporti e la famiglia fatta dalla sola coppia chiusa in sè stessa, porta ad ignorare le potenzialità di impegno sociale e quindi a non produrre valore sociale aggiunto. Al contrario la famiglia unita, forte, stabile, ricca di valori relazionali, è in grado di offrire un modello sociale di vita, personale e sociale.
12) COSTRUIRE LA FAMIGLIA COME SOGGETTO DI CITTADINANZA
La costruzione della famiglia come soggetto di cittadinanza poggia su 3 capisaldi.
a) Far crescere persone responsabili, adulte, in grado di stare sulle proprie gambe, costruttrici di bene per sè e per gli altri.
b) Costruire i legami familiari “all’interno”: cioè “legami buoni” tra i propri membri, legami di senso, di appartenenza, di gratuità, di reciprocità, è così che il modello fiduciario interno si apre al sociale.
c) Aprire i confini familiari verso l’accoglienza. La famiglia che costruisce “buone relazioni” che definiscono un ambito di “buona vita” che si vuole condividere con altre persone. Da questa disponibilità nascono le adozioni internazionali, ma anche le forme di vicinato con aiuto e sostegno fra famiglie. E’ così che nascono i Gruppi di Acquisto Familiari.
E’ questo il percorso che prepara le condizioni perché famiglie si uniscono ad altre famiglie sia per fare meglio la propria famiglia sia per fare più famiglia dentro la società. La famiglia diviene così il soggetto portante di un nuovo associazionismo con e nel quale le famiglie si mettono insieme per organizzarsi. Produrre più famiglia come servizi, relazioni, esperienze di condivisione, per far sentire la propria voce e contare di più, per protestare, fare proposta e pressione.
13) LA SCELTA CONGRESSUALE DELLA LEGA CONSUMATORI
La Lega Consumatori, che dalla sua nascita è aperta al protagonismo diretto delle famiglie, è chiamata a decidere se continuare ad aggregare i cittadini consumatori come singoli o compiere la scelta di assumere, con chiarezza, o, quanto meno con più chiarezza, una dimensione strategica nuova, farsi asse portante di un associazionismo familiare. Questo perché le famiglie fra loro associate, fatte consapevoli del proprio ruolo sociale, della propria soggettività autonoma di fronte all’agire delle altre forze sociali e politiche, della propria responsabilità pubblica, sono in grado di modificare la politica sociale a favore delle famiglie stesse.
In questa scelta idee forza come “ripartire dalla famiglia” o “mettere in moto la famiglia” qualora diventino nostri non devono ridursi a slogans senza efficacia. La nostra scelta deve essere quella di fare di Lega Consumatori una componente forte della società civile, capace di esprimersi, di auto- organizzarsi. Di produrre fatti sociali, servizi azioni e presenze in nome e per conto delle famiglie. La Lega Consumatori che si costruisce come movimento educativo e sociale dal basso, che è in grado di qualificarsi come soggetto terzo, nella vecchia dicotomia: stato e mercato, soggetto terzo che si assume come compito di coniugare autonomia sociale e solidarietà, attenzione ai più deboli ed efficienza, produzione, consumo e sviluppo sostenibile e azioni a favore di chi da tale sviluppo rischia di essere escluso ed emarginato.
14) UNA SCELTA “MODERNA” CON LA FAMIGLIA PROTAGONISTA E CON UN SISTEMA IMPOSTATO SULLA SUSSIDIARIETÀ
Parlare di scelta moderna con la famiglia protagonista vuol dire farsi consapevoli del fatto che il sistema politico e sociale non è stato in grado negli ultimi vent’anni di risolvere dall’alto i problemi delle famiglie ed ora con la Grande Crisi dispone di minori risorse rispetto al passato.
Non è pertanto perseguibile la strada di un intervento che si rivolga alle famiglie come destinatarie passive di prestazioni a loro favore.
Non a caso abbiamo già parlato di wellfare delle responsabilità nel quale entrino in gioco lo scambio e il dono.
La strada da percorrere è quella di una politica sociale nella quale le famiglie, come portatrici di bisogni, meglio se associate (ecco la scelta congressuale di lega consumatori) entrano in gioco come partner attivo, responsabilizzato, e in un rapporto di confronto e dialogo con i prestatori istituzionali di aiuto (aziende di servizio, enti locali, regioni e governo), progettano e realizzano insieme risposte alle attese e ai bisogni e percorsi di uscita dalle criticità.
In altre parole la prospettiva assistenzialistica criticabile per il passato si è fatta oggi del tutto insostenibile, occorre invece proporre ( e Lega Consumatori deve mettersi in prima fila nel farlo) una prospettiva qualitativamente diversa. Non assistenziale e non passivizzante. Una prospettiva responsabilizzante e promozionale con la quale le risorse messe a disposizione dai servizi entrano in sinergia con le capacità e le potenzialità delle famiglie destinatarie degli interventi.
La Lega Consumatori già opera in questo campo, si pensi ad esempio alla rateizzazione delle bollette Gas e luce, alla stessa esperienza di conciliazione e così via.
La scelta congressuale qui proposta è in grado di assicurare un ben più ampio sviluppo in tale direzione, per questo con il congresso proponiamo un rapporto sussidiario fra famiglie e politiche sociali che si realizzi con l’incontro di due orientamenti e prospettive virtuosi: quello della famiglia che esprime un agire sociale caratterizzato dalla responsabilità e da un orientamento pro-sociale e quello delle politiche sociali intese a promuovere la famiglia puntando su un suo ruolo attivo e collaborativo.
15) QUALE PROPOSTA DI POLITICA FAMILIARE
Scopo di una politica familiare motivata è la promozione della famiglia e della sua rete sociale primaria: parenti, amici, vicini, intesa come luogo originario nel quale ogni persona impara a stare in relazione con le altre persone, diverse per genere, età e carattere.
Si può avere un forte intervento sociale su cittadini che ricevono passivamente i servizi, quindi un approccio assistenziale, basato sull’intervento pubblico con le famiglie passive. Si pensi ad esempio a come è affrontato il problema della casa in certe aree metropolitane con soluzioni ALER.
Tale tipo d’intervento, qualora ci sia stato negli ultimi vent’anni, non è possibile per il futuro, a impedirlo sono le conseguenze della grande crisi che non consente di pensare a grandi risorse da investire nella spesa sociale.
Al tempo stesso noi dobbiamo opporci ad una politica familiare incentrata sulla privatizzazione dei servizi, sul fai-da-te familiare, perché essa si risolve a favore dei più ricchi e nella negazione della solidarietà cui uno stato moderno e socialmente aperto deve tenere.
Al Congresso pertanto la linea che Lega Consumatori è chiamata a fare propria è quella delle famiglie attive di fronte ai propri bisogni, cui l’associazione si rivolge per organizzarle, in un sistema in cui la società che noi vogliamo ha come obiettivo esplicito il sostegno ai propri membri deboli, attraverso lo cittadinanza attiva e solidale in particolare fra le famiglie.
16) LA METODOLOGIA DELL’AZIONE DELLA LEGA CONSUMATORI
La Lega Consumatori è matura per attuare una metodologia dell’azione sociale familiare.
Essa innanzitutto promuove la famiglia consapevole e attiva. Lo deve fare proponendo i principi e i valori di un’interpretazione umana e cristiana della famiglia, come ho cercato di fare nella prima parte di questa reòazione. Lo ha fatto e lo fa già informando e formando le famiglie per l’acquisizione e l’uso di un discernimento critico per un consumo intelligente, responsabile e solidale, mettendole in guardia contro la pubblicità ingannevole, le pratiche commerciali scorrette, il sovraindebitamento. La Lega Consumatori va oltre contribuendo a far maturare nei consumatori e nelle famiglie la consapevolezza che lo sviluppo, e soprattutto la sua qualità, non si misura solo con il parametro del PIL (Prodotto interno lordo) ma contestualmente con il metro delle esternalità, cioè misurando l’impatto che la produzione e il consumo producono sull’ambiente naturale e sull’ambiente umano. Da qui la proposta della Lega Consumatori soprattutto alle famiglie di abbracciare la scelta del consumo sostenibile e solidale e nella strategia per uno sviluppo, a dimensione planetaria, propone alle famiglie di ritagliare il proprio contributo adottando uno stile di vita sobrio e solidale. Ecco il senso con il quale la Lega Consumatori promuove, organizza e rappresenta famiglie attive. Siamo soliti ribadire il connotato originale della Lega Consumatori, Movimento educativo e sociale di ispirazione cristiana dei consumatori e delle loro famiglie. Come tale esso si presenta come momento di servizio, momento associativo, momento di proposta politica. Ora la metodologia dell’azione sociale famigliare si basa sul coinvolgimento delle famiglie attive nei tre momenti citati, fra di loro legati in un rapporto sinergico. Pongo questo tema della metodologia dell’azione sociale famigliare a conclusione di una giornata in cui la Lega Consumatori con altre 4 associazioni ha promosso un bel convegno sul tema la riorganizzazione della rete di distribuzione del gas: quali benefici per i consumatori. Fino ad oggi ci siamo dedicati alla attività di sportello per le bollette gas, luce ecc. Questo lavoro noi continueremo a farlo avvertiti però che chi viene allo sportello riceve un servizio di consulenza pratica ma si attende che la Lega Consumatori vada oltre, svolga il proprio ruolo, lo rappresenti facendo valere la voce dei consumatori in merito al costo delle bollette, al nodo della misurazione dei consumi con i contatori obsoleti, a quello della sicurezza, a quello della rateizzazione delle bollette di riscaldamento per le famiglie in crisi per cassa integrazione o disoccupazione ecc. e così via. Lo stesso approccio lo sperimentiamo nel campo delle telecomunicazioni. Anche qui c’è l’attività capillare degli sportelli per i reclami e le controversie con i relativi percorsi di conciliazione ma l’utente e la sua famiglia si attendono che la Lega Consumatori vada oltre e li rappresenti per chiedere all’azienda di adottare codici di comportamento che possano mettere la parola fine alle pratiche commerciali scorrette, dei cosiddetti servizi a valore aggiunto con le note numerazioni e al tempo stesso. Su questi temi , di coinvolgere direttamente l’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni. In questo modo la Lega Consumatori prepara una famiglia che esprime un agire caratterizzato dalla responsabilità e da un orientamento pro-sociale e al tempo stesso la aggrega e la rappresenta per ottenere dalle aziende e dalle istituzioni interventi e misure sociali in grado di rispondere alla domanda della famiglia stessa, attiva e collaborativa.
17) GLI SPAZI SUI QUALI LA LEGA CONSUMATORI È CHIAMATA A SVILUPPARE L’AZIONE SOCIALE PERSONALE E FAMIGLIARE
La Lega Consumatori nel 2008 è stata nuovamente riconosciuta come associazione di solidarietà familiare. Sempre nel 2008 è entrata a far parte del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari. Questo mentre conserva e sviluppa la sua appartenenza al Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (CNCU) e ai rispettivi Comitati Regionali Consumatori e Utenti. Possiamo tranquillamente dire che gli spazi istituzionali offerti alla nostra associazione si stanno fortemente ampliando, fino a farci dire che abbiamo davanti autostrade da percorrere. Tuttavia dobbiamo mantenere saldo il nostro radicamento consumerista e senza trascurare altri spazi vogliamo soffermarci su due norme che siamo chiamati a valorizzare come azione sociale familiare.
La prima è contenuta nella Finanziaria 2008 – legge 24 12 2007 n.244 art.2 comma 461 lettera a. Essa riguarda tutte le aziende di servizio a partecipazione pubblica. Ad esse la legge chiede di emanare una “carta della qualità dei servizi” da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate, recante gli standard di qualità e di quantità relativi alle prestazioni erogate così come determinato nei contratti di servizio, nonché le modalità di accesso ALLE INFORMAZIONI GARANTITE, QUELLE PER PROPORRE RECLAMO E QUELLE PER ADIRE LE VIE CONCILIATIVE. La seconda che fa da pendant alla prima è costituita dall’art. 30 della legge delega n. 69 per l’attuazione normativa della conciliazione. Al punto 1 l’articolo recita: “Le carte dei servizi dei soggetti pubblici e privati che rogano servizi pubblici o di pubblica utilità contengono la previsione della possibilità, per l’ utente o per la categoria di utenti che lamenti la violazione di un diritto o di un interesse giuridico rilevante, di promuovere la risoluzione non giurisdizionale della controversia, che avviene entro i trenta giorni successivi alla richiesta, esse prevedono, altresì, l’ eventuale ricorso a meccanismi di sostituzione dell’ amministrazione o del soggetto inadempiente”.
La Lega Consumatori è radicata in quasi tutto il territorio nazionale. Le aziende cui le suddette norme si riferiscono riguardano, l’acqua, il gas, l’elettricità, la raccolta dei rifiuti, i trasporti . cioè beni e servizi di importanza vitale per le famiglie, sopra tutto quelle economicamente più deboli e la Lega Consumatori , valorizzando tutte le sue sedi territoriali , deve essere in grado di esercitare la sua presenza formando famiglie attive, capaci di fare uso responsabile e intelligente di tali beni e servizi , al tempo stesso di esercitare il ruolo attivo che la stessa legge le assegna per una buona gestione dell’impresa a vantaggio degli utenti e della collettività, e al tempo stesso di potersi rapportare con le istituzioni: comuni, province, regioni e così via, agendo in rappresentanza delle persone e delle famiglie, formulando critiche e avanzando proposte motivate. Consentitemi di ripetere la conclusione del punto precedente, lo faccio perché si tratta di idea e scelta strategica fortemente innovativa nel percorso di Lega Consumatori . “ In questo modo la Lega Consumatori prepara una famiglia che esprime un agire caratterizzato dalla responsabilità e da un orientamento pro-sociale e al tempo stesso la aggrega e la rappresenta per ottenere dalle aziende , dalle forze politiche e dalle istituzioni interventi e misure sociali in grado di rispondere alla domanda della famiglia stessa, attiva e collaborativa.”
Mi sento di proporre a questo consiglio nazionale di approfondire questa scelta e di farla propria per impegnare da subito tutta l’organizzazione ad attivarsi e per inserire nel dibattito congressuale tutta la sua novità e portata strategica.
18) LE NOSTRE IDEE FORZA NELLA SCELTA DI AGGREGAZIONE DELLE FAMIGLIE
Nella prima parte della relazione ho richiamato valori e principi della concezione umana e cristiana della famiglia, essi costituiscono il nucleo di base delle nostre idee forza.
La seconda idea forza è quella di formare le famiglie consapevoli e convinte che un altro sviluppo è necessario, che non si deve proporre solo agli altri né pretendere solo dallo stato, che per un altrosvliluppo necessario si deve operare scegliendo e attuando lo stile di vita sobrio e solidale.
La Lega Consumatori quasi 40 anni fa è partita con il motto “il più non corrisponde necessariamente al meglio, si può avere il meglio anche con il meno”. Nel preparare famiglie attive, una parte importante va dedicata alla educazione al consumo consapevole e solidale e all’interno di esso alla prevenzione rispetto al rapporto con la pubblicità, all’educazione ambientale, al risparmio, alla educazione domestica e stradale. Sono azioni che già realizziamo e che dobbiamo finalizzare sempre meglio alla crescita famigliare.
La terza idea forza è quella di proporre di aiutare la famiglia a fare ciò che deve fare e non a sostituirla intervenendo semmai sul singolo, anziano o minore in difficoltà. Ciò vuol dire proporre l’attuazione del principio della sussidiarietà. Parte da qui la differenza ad esempio tra la politica che ignorando la famiglia punta semplicemente sul ricovero dell’anziano in cronicari in caso di perdita dell’autonomia , ed una politica di aiuto alla famiglia perché abbia una casa più spaziosa e attrezzata , per consentire all’anziano di restare in famiglia con i propri cari, alla famiglia di avere un altro figlio, alle giovani coppie di sposarsi e fare famiglia, ai genitori di conciliare lavoro e cura dei figli, creando le condizioni di utilizzo di servizi sociali, di lavoro e di uso della stessa città.
Si parla molto da anni di adozione del quoziente familiare, noi naturalmente lo condividiamo all’interno però di una politica di più ampio respiro che miri ad assicurare condivisioni di vita dignitose a partire dalle persone e dalle famiglie cui non interessa il quoziente famigliare perché il loro reddito li esenta dal pagare le imposte , ma che hanno ugualmente diritto all’esercizio dei diritti universali: un alloggio, l’acqua, il cibo, la possibilità di comunicare , quanto cioè una società che si dice civile ha il dovere di assicurare ad ogni famiglia ed ad ogni persona.
19) IL TIPO DI POLITICA FAMIGLIARE CHE NOI PROPONIAMO
l’Italia non dispone di una politica familiare, ma semmai di interventi per singoli classi di età e generi, ( le pari opportunità, gli anziani ecc). Diverso è il caso ad esempio della Francia e i frutti si vedono. Noi dobbiamo proporre politiche famigliari cosi caratterizzate:
a) Esplicite. Rivolte al nucleo familiare puntando sulla qualità familiare, fatta di relazione di reciprocità fra sessi e generazioni e contribuendo alla promozione, al sostegno delle relazioni di coppia e intergenerazionali, sia interne alla famiglia che tra generazioni nel sociale.
b) Organiche. Capaci di includere le diverse dimensioni della famiglia, senza interventi settoriali, una tantum o sconnessi. Qui va rovesciata la tendenza attuale nella quale l’organizzazione del condominio, del quartiere, della città, del lavoro, degli interventi sociali, fino alla finanziaria annuale sono pensati in funzione dell’individuo per giungere in coda a citare la famiglia cercando di tacitarla con le briciole. Noi dobbiamo proporre la valutazione dell’impatto familiare degli interventi in politica sociale ma anche negli altri campi: lavoro, organizzazione della città, politica economica, ecc. La Lega Consumatori, in questi anni è intervenuta anche duramente sulla apertura domenicale dei locali commerciali. La ragione di tale opposizione riguardava, al di là della motivazione religiosa, proprio la mancata considerazione dell’impatto familiare.
c) Promozionali. Affrontare i problemi cogliendo i bisogni, le criticità, ma al tempo stesso le potenzialità della famiglia come sistema di relazioni, per scoprire, far scoprire e far emergere le risorse delle famiglie anche quando sono portatrici di bisogno e in questo senso contribuire a promuovere le famiglie per prevenire e superare malesseri e fragilità e per contribuire a farle crescere e farsi attive.
Siamo quasi alla conclusione di un percorso di riflessione condotto con questa relazione, lungo e impegnativo e mi torna alla mente il grande richiamo di Giovanni Paolo II nella Enciclica Familiaris Consortio. “ Famiglia diventa ciò che sei” . Scelgo due brani perché mi sembrano un suggello anche per ciò che con la relazione, pur lunga, non sono riuscito ad esprimere. “ La famiglia possiede vincoli vitali e organici con la società, perché ne costituisce il fondamento e l’alimento continuo mediante il suo compito di servizio alla vita: dalla famiglia infatti nascono i cittadini e nella famiglia essi trovano la prima scuola di quelle virtù che sono l’anima della vita e dello sviluppo della società stessa. Così in forza della sua natura e vocazione, lungi dal rinchiudersi in se stessa, la famiglia si apre alle altre famiglie e alla società, assumendo il suo compito sociale. L’intima connessione tra la famiglia e la società, come esige l’apertura e la partecipazione della famiglia alla società e al suo sviluppo, così impone che la società non venga mai meno al suo fondamentale compito, di rispettare e promuovere la famiglia stessa. Certamente la famiglia e la società hanno una funzione complementare nella difesa e nella promozione del bene di tutti gli uomini e di ogni uomo” .
20) IL CHE FARE DI LEGA CONSUMATORI
Il consiglio nazionale nella seduta del 4 aprile 2009 ha approvato alla unanimità il documento per l’ingresso della Lega Consumatori nella rete della Comunità Cristiana di sostegno alle famiglie coinvolte dalla Grande Crisi, lo abbiamo rimesso in cartella anche perché lo sforzo di questa relazione intende collocarsi come sviluppo del medesimo percorso di solidarietà. Quel documento come il portato della riflessione di oggi siamo chiamati a tradurli in azione. E a questa coerenza ed efficacia che ci chiama il percorso congressuale che stiamo per far partire.

Milano, 29 ottobre 2009
Pietro Praderi
Presidente Nazionale Lega Consumatori
CONSIGLIO NAZIONALE 29/31 OTTOBRE 2009

RELAZIONE DI APERTURA SULLA PROPOSTA CONGRESSUALE :