FAMIGLIA E MASS MEDIA

Mass media in Italia:

dalla jungla alla civiltà della tutela


Documento della commissione Mass media

del Forum delle associazioni familiari


Marzo 2012


 


 


L’ordinamento in materia di mass media in Italia risente di una annosa indifferenza verso le potenzialità e le criticità degli strumenti di comunicazione di massa, inclusi i nuovi media (Internet e telefonia mobile) troppo spesso considerati solo sotto un aspetto tecnico (l’attribuzione delle frequenze, per esempio) e di mercato. Basta uno sguardo alla situazione attuale per comprenderne l’incoerenza e la frammentarietà.


Organismi che si occupano della regolamentazione e della tutela dei minori in materia di mass media:


-                  Commissione censura – risale al 1963 e determina se il proodotto cinematografico è da vietare ai minori di 18 o 14 anni. Fa capo al ministero per i Beni e Attività Culturali.


-                  Comitato di Applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori. Risiede nel ministero dello Sviluppo economico. Il Codice, sottoscritto inizialmente come atto di natura privata, recepito dalla legge di sistema 112/04, trasfusa nel Testo Unico di cui al Decreto legislativo 177/05, come modificato dal D.Lgs 15 marzo 2010, n° 44, è divenuto vincolante per tutte le Emittenti a prescindere dalla sottoscrizione dello stesso e dalla tipologia di piattaforma utilizzata (analogica, satellitare, digitale terrestre, Iptv). Le violazioni del Codice vengono inviate dal Comitato al AGCOM per le eventuali sanzioni.


-                  Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) che, pur avendo la funzione di autorità regolamentativa dell'intero settore dell'informazione massmediale, vigila soprattutto sul mercato e la libera concorrenza. Autorità amministrativa indipendente (quindi non fa capo a nessun ministero), i suoi membri sono eletti da Camera e Senato, mentre il direttore è proposto dal presidente del Consiglio. Ha il compito di monitorare le comunicazioni, specie quelle radiotelevisive, ma anche quelle editoriali. Ha potere sanzionatorio e riceve segnalazioni dal Comitato applicazione Codice media e minori.    


-                  Comitato di attuazione del “Codice di autoregolamentazione in materia di televendite”


-                  Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) che si occupa della pubblicità veicolata da qualsiasi mezzo di comunicazione


-                  Comitato di attuazione del Codice Internet e minori, che raccoglie le segnalazioni delle violazioni che avvengono sulla Rete.


Una selva di organismi slegati, inorganici e frammentati, una normativa datata, lacunosa, spesso disattesa, insufficiente e contraddittoria, che non recepisce le direttive europee in materia di tutela dei diritti dei minori, rendono la situazione dei mass media in Italia particolarmente grave. Manca un’entità centrale indipendente e autorevole che certifichi i contenuti e garantisca il controllo delle regole, manca una seria attenzione alla tutela dei più deboli, manca una chiara informazione sui diritti degli utenti e sui contenuti, manca un serio impegno da parte delle emittenti per un prodotto sicuro e di qualità. Manca un’attenzione specifica e interessata da parte dello Stato, che risulta particolarmente distratto e latitante.


Mentre nel resto dell’Europa organismi indipendenti o di emanazione governativa controllano il rispetto della normativa europea e dei codici comportamentali che costituiscono parte integrante del contratto di concessione e di servizio, fornendo una classificazione per età del prodotto cinematografico e televisivo per facilitare le famiglie nel compito di tutela e di educazione, in Italia la concessione del servizio non è legata ad assunzioni di responsabilità specifiche e l’unico strumento di informazione per gli utenti è dato da un sistema di bollini colorati adottato solo da alcune emittenti in forma volontaristica e con criteri spesso opinabili. 


E così, nel disinteresse generale, l’Italia rischia una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea perché manca una sufficiente protezione dei minori in televisione, così come denunciato lo scorso Dicembre 2011 da Franco Mugerli, direttore del Comitato di autoregolamentazione, fermo da mesi per il mancato rinnovo delle cariche.


Il Forum delle associazioni familiari, consapevole della grande importanza del sistema di comunicazione di massa per la vita e la crescita delle persone e in particolare dei minori, intende quindi dare voce ai milioni di famiglie che chiedono tutela e rispetto della dignità della persona e in particolare e concretamente propone:





Prima proposta


Una Conferenza nazionale su mass media e famiglia, per affrontare finalmente in modo organico e strutturale con tutte le parti in causa (famiglie, politica, scuola, istituzioni, mass media) il tema della regolamentazione e della tutela, partendo dalla proposta del Forum di una legge quadro sulla comunicazione.


Seconda proposta


Approntare un documento/proposta di legge quadro per armonizzare la normativa, semplificando gli organismi preposti, da collocare in capo a un unico ministero (quello per i Beni e Attività Culturali?) con la creazione di un nuovo organismo di certificazione, controllo, tutela e informazione sul modello di altre esperienze europe, o l’attribuzione di tali funzioni all’attuale Autorità di garanzia (o dal Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione).


Tale organismo dovrebbe certificare la corretta classificazione per fasce d’età del prodotto e consentire alle famiglie-utenti di riconoscere e scegliere, adeguatamente informati. Con un proprio sito Internet potrebbe porsi in dialogo aperto e trasparente con l’utenza. Per quanto riguarda la classificazione, si propone di accompagnare alla diversificazione per fasce d’età una specifica valutazione di qualità.


Inoltre si propone di applicare al materiale video (film, Dvd, videogiochi) anche la classificazione per contenuti secondo il sistema Pegi (Pan european game information), attribuibile alla fonte, già  in vigore per la certificazione dei videogiochi che con chiare etichette consente una precisa identificazione del prodotto, per una tutela “a priori” molto più efficace di una sanzione “a posteriori”.


L’adozione del sistema Pegi potrebbe consentire un filtro automatico per un parental control sempre più sofisticato e preciso, strumento di empowerment degli utenti – genitori e figli - che è uno dei fini dell’educazione ai nuovi media.


La certificazione per fasce d’età e contenuti consentirà di attribuire uno speciale riconoscimento (bollino blu) ai programmi di particolare valore e qualità per la famiglia a siti internet, film e trasmissioni tv.


 


Terza proposta


Apertura di un canale pubblico RAI FAMILY, senza pubblicità e “tutelato” 24 ore al giorno, per la trasmissione di contenuti di intrattenimento e approfondimento, in  collaborazione con le associazioni del Forum e di altre realtà del mondo associativo.