SERVIZI PUBBLICI LOCALI E PARTECIPAZIONE CIVICA

SERVIZI PUBBLICI LOCALI E PARTECIPAZIONE CIVICA

LINEE OPERATIVE PER L’INTERVENTO DELLE SEDI TERRITORIALI DELLA LEGA CONSUMATORI




Il quarto congresso della Lega Consumatori ha portato a compimento il passaggio da una presenza della associazione arroccata nella sola attività di sportello che resta valida, ad una azione di movimento educativo e sociale dei consumatori e utenti e delle loro famiglie.

Per come la crisi si manifesta e colpisce le persone e le famiglie la Lega Consumatori ritiene oggi indispensabile uscire allo scoperto e svolgere un ruolo di informazione e formazione e di azione civica sul terreno dei servizi pubblici locali, nel quale essa ha un ruolo istituzionale specifico di rappresentanza dei cittadini consumatori.

Per questo compito, ogni sede territoriale, deve compiere una trasformazione di se stessa in autentica esperienza di partecipazione democratica, fatta di persone e di famiglie che si formano per essere competenti e per partecipare alla programmazione e alla gestione dei servizi pubblici locali in considerazione proprio del loro ruolo decisivo nella vita delle persone e delle famiglie.

Per facilitare questa trasformazione ogni gruppo dirigente dei GOT cerchi tempestivamente dei contatti e delle collaborazioni con i circoli acli , gruppi parrocchiali ecc. Dobbiamo dire ai nostri interlocutori che noi abbiamo bisogno di loro così come loro hanno bisogno di noi, innanzitutto per la nostra titolarità di rappresentanza istituzionale.

A QUESTO PUNTO E’ FONDAMENTALE CHE NOI ABBIAMO UNA IDENTITÀ DI PROPOSTA . ESSA HA QUESTI CARDINI:


A) Il coinvolgimento e la chiamata a responsabilità dei cittadini e delle associazioni dei consumatori come promotrici dei loro diritti-doveri,
B) La convinzione che la proprietà delle reti e degli impianti dei servizi debba essere degli enti locali,
C) Il convincimento che il modello della gara debba essere quello generale per l’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali,
D) La convinzione che occorre un adeguato e autorevole intervento di autorità indipendenti a partire dall’Antitrust,
E) La convinzione che occorra sempre separare i poteri e le responsabilità tra le istituzioni pubbliche che hanno il compito di fissare gli indirizzi e controllarne periodicamente il rispetto, e coloro che vengono proposti alla gestione diretta dei servizi.
Con questa identità cercando le collaborazioni opportune e necessarie, ciascun GOT e sede territoriale , entra in campo propone e chiede l’attuazione delle disposizioni dell’art. 2 comma 461 della Finanziaria 2008

ESSE SONO SEI
:
1) L’obbligo del gestore di emanare una “carta della qualità dei servizi “ (non più carta dei servizi come in passato con riferimento alla direttiva del consiglio dei ministri del 22/271994) carta dei servizi da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni dei consumatori e le associazioni imprenditoriali;
2) La consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori;
3) la verifica periodica della adeguatezza dei parametri qualitativi e quantitativi del servizio erogato, fissati nel contratto di servizio, alle esigenze dell’utenza cui il servizio stesso si rivolge , con la partecipazione delle associazioni dei consumatori,
4) L’attuazione di un sistema di monitoraggio permanente svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale e con la partecipazione delle associazioni dei consumatori;

5) La Istituzione di una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale , gestore dei servizi e associazioni dei consumatori. Pertanto una sessione annuale a tre .


6) La previsione che le attività di cui ai punti B, C. D siano sostenute con un prelievo a carico dei soggetti gestori del servizio , predeterminato nel contratto di servizio per l’intera durata del contratto stesso.
COME CI PROPONIAMO DI OPERARE:
ANCHE QUI DOBBIAMO AVERE CHIARO IN MENTE UN PIANO

Tale piano si articolerà nei seguenti punti:

1) Contribuire a cambiare le modalità di monitoraggio e di verifica dei servizi pubblici locali. La prassi fin qui invalsa per molte aziende di gestione dei servizi è quella di svolgere in proprio tali verifiche , ricorrendo a propri sistemi interni o affidandone a terzi dietro corrispettivo. Noi intendiamo collaborare perché la verifica dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio venga effettuato prevedendo la possibilità del cittadino di avanzare osservazioni e proposte nel merito e con la partecipazione delle associazioni dei consumatori. Le norme riconoscono alle associazioni dei consumatori un ruolo di partnership nelle decisioni relative alle politiche dei servizi e noi intendiamo giocare questo ruolo in coerenza con la nostra adesione al principio della sussidiarietà orizzontale previsto dall’art.128 della costituzione: Stato, regioni, città metropolitane, province e comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini singoli o associati per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di solidarietà,
2) Contribuire alla qualificazione dei servizi di pubblica utilità, alla verifica e alla valutazione dei costi dei servizi a carico dei bilanci pubblici in funzione dell’efficacia, al contenimento dei costi a carico dei cittadini utenti, con particolare attenzione alle fasce di popolazione in maggiori difficoltà economiche e sociali , puntando sulla aggregazione motivata dei cittadini e delle famiglie, per farsi promotori efficaci del passaggio nei servizi pubblici locali dalla tradizionale logica della (self regulation, l’autoregolazione tipica del settore) a quella della “civil regolation”, il passaggio cioè ad un tipo di regolazione basato su un rapporto di pari dignità e responsabilità tra le istituzioni pubbliche, le imprese, i cittadini e le associazioni dei consumatori, che viene finalizzato al buon funzionamento dei servizi pubblici e della stessa amministrazione.
3) Costruire una proposta e una presenza consumerista che da una parte contribuisce ad una partecipazione civica matura ( aliena da ideologismi e dalla protesta non accompagnata dalla proposta) nella gestione delle politiche sei servizi locali e dall’altra stimola e sostiene l’adozione di comportamenti e stili di vita tutti riconducibili ad un consumo sostenibile e solidale con applicazioni coerenti nel campo del risparmio energetico, sopra tutto in campo abitativo, della priorità data all’uso dei mezzi di trasporto pubblico locale, all’uso sostenibile del mezzo privato ,all’utilizzo dei carburanti a basso impatto, alle urgenti e necessarie azioni di educazione nel campo della sicurezza stradale.
4) Avere come costante riferimento : gli utenti, le famiglie intese come soggetto sociale da chiamare a responsabilità e in grado di recare valore aggiunto per la società ,le scuole e i luoghi di aggregazione popolare avvicinati con la collaborazione di grandi organizzazioni sociali a partire dalle Acli.

IL NOSTRO PIANO D’AZIONE DEVE AVERE OBIETTIVI CONDIVISI , PERSEGUITI CON TENACIA :
ESSI SONO:
1)contribuire alla partecipazione qualificata dei cittadini utenti e delle loro associazioni al processo di formazione e di sperimentazione delle carte della qualita’ dei servizi; condurre l’azione con la consapevolezza e la convinzione che è la formazione dei soggetti chiamati ad operare per la riforma dei servizi pubblici locali , il punto da cui partire per fare bene . La ragione è semplice senza strumenti idonei, senza persone preparate e senza sperimentazioni serie, la riforma proposta rischierebbe di restare sulla carta contribuendo paradossalmente a deludere anziché a potenziare nella fiducia della gente, il ruolo centrale che nella società e nell’economia i servizi pubblici locali, sono in grado, e già lo hanno dimostrato, di poter ricoprire con efficacia;

2) contribuire nella gestione dei servizi pubblici locali alla promozione di interventi attenti alle fasce di popolazione in maggiori difficoltà economiche e sociali;

3) contribuire a promuovere esperienze di attuazione del quoziente familiare, in dialogo e in collaborazione con i comuni e con le regioni. ;
4)attrezzare la rete degli sportelli della Lega Consumatori per la gestione dei reclami inerenti le carte della qualità dei servizi dei servizi pubblici locali e formare operatori allo sportello qualificati;

5)promuovere e coordinare la gestione delle controversie inerenti le carte della qualità dei servizi dei servizi pubblici locali attraverso la rete degli sportelli delle associazioni dei consumatori e collaborare alla formazione di conciliatori specializzati di intesa con IMECO (Istituto di Mediazione e Conciliazione ) riconosciuto dal Ministero della Giustizia.

6)proporre interventi a sostegno delle fasce di utenti colpiti dalla crisi con particolare riferimento alle famiglie con disoccupati e figli minori a carico , anche attraverso il sistema dei bonus e delle rateizzazione delle bollette e al tempo stesso promuovere la campagna per il risparmio energetico contro gli infortuni domestici e il risparmio energetico in campo abitativo in collaborazione con le aziende energetiche a partire dalla A2A. l’Enel, l’Eni, la Montedison con le quali la Lega Consumatori ha in corso il protocollo di intesa per la conciliazione.

Partecipare attivamente e a tutti i livelli alla iniziativa per il diritto all’acqua che non si vende.

Tutta questa azione va ricondotta ad una campagna e ad una progettualità permanente : denominata “Servizi Pubblici locali e partecipazione civica “ e ogni GOT e sede territoriale è chiamato a fare propria. . Essa non è rimandabile né delegabile. Ogni sede territoriale è chiamata a prepararsi e se necessario e utile , a trasformarsi, deve rivolgersi alle acli, motivando la richiesta di una loro collaborazione , è bene che cerchino la collaborazione con le altre associazioni dei consumatori anche sulla scorta delle intese regionali con le quali stiamo realizzando progetti o iniziative comuni: ma poi con tutte le altre associazioni disponibili. E’ un impegno non rinviabile ma promettente e efficace. Buon lavoro reciproco quindi

Milano 28 maggio 2011 la Presidenza Nazionale Lega Consumatori .







LEGA COSUMATORI

IL PROGRAMMA DELLA CLASS. ACTION SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E SUI GESTORI DEI SERVIZI PUBBLICI.

Il programma di impegno dei Got sul tema : servizi pubblici locali e partecipazione civica, ha una finalità positiva ed è rivolto agli interlocutori istituzionali e ai gestori dei servizi con la fiducia di chi si attende risposte efficaci in chiave di bene comune.
Sul cammino dei cittadini consumatori e utenti che vogliamo motivare e coinvolgere di sono però anche le situazioni in cui la pubblica amministrazione o i gestori dei servizi si rendono responsabili di situazioni di disservizio che vanno rimosse.
Per ottenere tale rimozione il legislatore ha creato la Class action sulla pubblica amministrazione e sui gestori dei servizi pubblici.
E’ una class action diversa da quella prevista dal Codice del Consumo. Questa ha come obiettivo di risarcire i consumatori vittime di pratiche commerciali scorrette, raggiri e truffe , in maniera collettiva.
La Class Action sulla pubblica amministrazione invece esclude ogni forma di risarcimento ai consumatori ma è finalizzata alla rimozione i disservizi e le criticità di cui possono essere vittime gli utenti.
Giova sottolineare che tale class action non è rivolta solo alla pubblica amministrazione, in senso stretto , ma anche ai gestori di servizi pubblici quali: telefonia , poste, energia, trasporti. Entrambe le normative sono state oggetto di forte critica da parte delle associazioni dei consumatori perché il loro intento più che di difendere il consumatori , appare quello di garantire margini di difesa dell’impresa, il che frena pesantemente la loro efficacia. Questo non ci impedisce di metterle alla prova anche per creare la spinta necessaria per la loro revisione e correzione.

CHI PUÒ PROMUOVERE LA CLASS ACTION SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?

Le associazioni o i comitati rappresentativi di utenti vittime dirette di tali disservizi.
Per tali associazioni e comitati non ci sono particolari vincoli restrittivi. Possono essere associazioni dei consumatori, associazioni di pensionati, del terzo settore. Ecc
Alle associazioni dei consumatori , quindi , non è riconosciuto il diritto di promozione della C.A in quanto portatori di un interesse generale , o perché riconosciuto dalle istituzioni ma specificamente in quanto rappresentanti delle persone coinvolte.

IN QUALI SITUAZIONI E PER QUALI OBIETTIVI SI PROMUOVE LA CLASS ACION SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

La casistica può comprendere tutte le criticità . fra queste:
a) Il non rispetto dei contenuti e degli standard previsti nelle Carte dei Servizi o emanati dalle stesse Autorità.
b) Non rispetto dei termini di scadenza
c) Mancata emanazione di atti amministrativi obbligatoriamente previsti se riconducibili all’Amministrazione e non aventi contenuto normativo ( cioè la cui responsabilità dipende da organismi lettivi)
d) Disservizi e criticità intesi come corretto svolgimento della funzione o corretta erogazione di un servizio purchè si tratti di interessi giuridicamene rilevanti , omogenei e per una pluralità di utenti e consumatori
NEI CONFRONTI DI CHI PUÒ ESSERE ATTIVATA LA CLASS ACTION SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE :

a) Nei confronti delle amministrazioni pubbliche ;( sono esclusi dalla normativa le Authority, gli organi costituzionali e i tribunali, , la Presidenza del Consiglio dei Ministri). La legge prevede inoltre una norma transitoria sulla applicazione graduale della normativa:
b) 1 gennaio 2010 per le Amministrazioni e gli Enti Pubblici non economici nazionali;
c) 1 aprile 2010 per le Amministrazioni e gli Enti Pubblici non economici regionali e locali,
d) 1 luglio 2010 per i Concessionari di Servizi Pubblici.
e) 1 ottobre 2010 per le Amministrazioni che svolgono ed erogano servizi di tutela della salute o in materia di rapporti tributari
Per i servizi pubblici si intendono i servizi svolti in concessione o in affidamento e può trattarsi di servizi nazionali , regionali i locali.

QUALI SONO GLI STRUMENTI CHE LA LEGGE METTE A DISPOSIZIONE:

1) La diffida :va notificata alla Pubblica Amministrazione o al Concessionario del Servizio con l’invito a risolvere il problema entro 90 giorni.
2) Va rivolta ll’organo di vertice dell’Amministrazione o del Concessionario il quale deve assumere le iniziative necessarie per risolvere il problema. E’ cura del dirigente competente incaricato rimuoverne le cause.
3) I provvedimenti presi dalla Pubblica Amministrazione devono essere comunicati al promotore della diffida.
4) Ogni Pubblica Amministrazione dovrà prevedere il procedimento da seguire in casi di notifica
5) LA DIFFIDA È QUINDI UNO STRUMENTO FACILE DA GESTIRE , NON COSTOSO, E PUÒ PORTARE AD UN TAVOLO DI CONFRONTO , AD UN NEGOZIATO , PER INDIVIDUARE LE SOLUZIONI PER LA RIMOZIONE DEL DISSERVIZIO DENUNCIATO
6) LA diffida va indirizzata anche ai livelli superiori della Amministrazione cui è rivolta
7) In alternativa alla diffida il promotore può promuovere azioni di conciliazione individuali pevisgte dalle carte dei servizi o dalla nuova legge sulla conciliazione (L.69/2009)
8) In questo senso la normativa sulla conciliazione individuale prevista per i servizi pubblici all’art. 30 della stessa legge è valida anche per la Pubblica Amministrazione
9) IL RICORSO AL GIUDICE : IL TRIBUNALE INCARICATO E’ QUELLO AMMINISTRATIVO (T.A.R) Il ricorso al TAR va contestualmente comunicato anche al sito del MinisIstero della Pubblica Amministrazione , nonché al sito dell’Ente o del servizio pubblico chiamato in causa per la pubblicazione. L?udienza dovrà tenersi fra il 90 ° ed il 120° giorno dalla pubblicazione sul sito del Ministero.
10) Il ricorso al giudice comporta costi significativi e ritardi
Gli strumenti pertanto sono la diffida che può portare ad un confronto e ad un negoziato o il ricorso al Giudice che può portare ad un ordine di “ottemperanza”ed in caso di inadempienza alla nomina di un commissario, nonché a provvedimenti disciplinari o valutazioni negative sulle note di merito nei confronti dei dirigenti coinvolti.

Conclusione

Lega Consumatori si propone di sviluppare una azione capillare di informazione dei cittadini utenti su questi nuovi strumenti di tutela cercando di rapportarli al ventaglio molto vasto dei servizi pubblici cui possono essere riferiti.
Intende sviluppare questa azione anche con altre associazioni dei consumatori e in particolare con Adiconsum con la quale ha concordato la posizione e la proposta.
La strada che intendiamo percorrere è quella della diffida per poi aprire il confronto , il dialogo la collaborazione per rimuovere i disservizi
Il ricorso al T.A.R verrà valutato con l’attenzione e la prudenza che merita.

Quello della Class Action sulla Amministrazione Pubblica è un programma che Lega Consumatori intende realizzare valorizzando la rete delle sedi territoriali e il ruolo della dimensione regionale.

Marina di Massa 4 giugno 2010