PROPOSTA DEI GRUPPI DI ACQUISTO FAMILIARI E SOLIDALI

La Proposta di Lega Consumatori per I GRUPPI ACQUISTO FAMIGLIE SOLIDALI I GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE L’ORA DELLA RIPARTENZA Il carovita intacca in misura crescente e preoccupante il potere d’acquisto delle famiglie popolari e poiché il tessuto sociale della Lega Consumatori è fatto da sempre di famiglie la difesa del potere d’acquisto diventa centrale per l’iniziativa della associazione. La nostra iniziativa Abbiamo cercato di dimostrarlo in questi anni attraverso l’iniziativa della “Vetrina Prezzi” con l’appoggio del Circuito Radio Marconi e del quotidiano il “Giorno”. Abbiamo puntualmente documentato e denunciato l’aumentare progressivo e inarrestabile delle tariffe dei servizi e dei prezzi dei prodotti di prima necessità. Abbiamo condotto una attenta analisi del processo di impoverimento che ha colpito le famiglie italiane. Sono tematiche sulle quali la nostra associazione ha realizzato una mobilitazione e di un impegno corale. Grazie ad essa abbiamo ripetutamente denunciato le “bolle speculative“ nascoste nei passaggi di filiera, dando rilievo ad esempio, al dato incomprensibile e inaccettabile del pane che a Milano ed altra città del nord, costando in media €. 3.60 tende a superare per 12 volte il costo della farina. La lega Consumatori, a partire dalla Lombardia, ha dichiarato la sua disponibilità a partecipare ai “tavoli di filiera”. Infatti essa crede nel dialogo e nelle potenzialità di intese costruite con convenzioni e pratiche concertative. La Lega consumatori tuttavia non può chiudere gli occhi di fronte ad un dato inoppugnabile: mentre abbondano le rilevazioni e le denunce rimangono assenti gli interventi che, sia pure nel rispetto delle regole del mercato, si pongono l’obiettivo di colpire la speculazione quando questa sia manifesta e oggettiva. Il nuovo governo ha dato più potere ai sindaci e questi intervengono in ambiti nuovi e svariati, eppure nessuno di loro finora è intervenuto contro la speculazione e questo la dice lunga. In una congiuntura caratterizzata da forti aumenti causati anche da ondate speculative c’è bisogno di una governance e questa deve essere esercitata dai poteri pubblici, c'è bisogno di una cultura del bene comune alla quale nessuno dei protagonisti in campo dovrebbe sottrarsi. Soprattutto se i soggetti pubblici non intervengono o latitano è il cittadino consumatore che deve sentirsi chiamato ad esercitare un ruolo attivo e diretto. Da Adamo Smith in poi gli economisti “liberali” sostengono che il ruolo del consumatore è centrale perché è lui l’arbitro del mercato. Ora noi sappiamo che ciò in teoria è vero nella realtà è possibile ma tutt’altro che scontato o automatico. Lo è nei casi in cui il consumatore è informato e intende consapevolmente esercitare la propria capacità e diritto di scelta. Grazie a questi due requisiti il consumatore e la sua famiglia sono in grado di superare le asimmetrie di conoscenza e organizzative rispetto ad altri soggetti, a partire dalle imprese e compiere scelte autonome rispondenti alle attese e a domande concrete di giustizia ed equità . Il modello di consumo di Lega Consumatori La Lega Consumatori da sempre punta sul consumatore – persona per difendere il suo potere di acquisto, e al tempo stesso per renderlo protagonista di un altro modo di consumare e quindi di produrre rendendosi in questo modo promotore diretto di un altrosviluppo. La lega Consumatori si propone di formare persone capaci di: a) consumo intelligente (sapere cosa acquistare e conoscere ciò che si acquista) b) consumo critico esercitato con capacità crescente di discernimento con il ricorso sistematico alla comparazione dei beni e dei servizi in rapporto ai loro prezzi e alle loro tariffe. c) Consumo sostenibile in linea con le esigenze poste dalle esternalità: impatto sull’ambiente naturale e sull’ambiente umano, d) Consumo solidale, e) Di scegliere e testimoniare lo stile di vita sobrio e solidale. La Lega Consumatori in sintesi punta sulla capacità del consumatore e della sua famiglia di sapere operare a 360 gradi innanzitutto per tutelare il suo potere d’acquisto e per inquadrare il suo modello di consumo personale e famigliare in coerenza con gli obiettivi dianzi indicati. Puntare su un consumatore informato, capace di discernimento e di scelte intelligenti e responsabili. A fronte del carovita che ha ripreso un vigore minaccioso come ai tempi della nascita della Lega Consumatori (primi anni ‘70) la scelta coerente e più efficace, senza con questo sminuire il dovere di intervento dei poteri pubblici, sta nella capacità del consumatore di programmare i suoi acquisti, di procedere agli stessi mediante l’esercizio sagace del confronto tra i diversi prezzi e tariffe per scegliere il meglio in chiave di rapporto qualità – prezzo. Molte famiglie dimostrano di saper risolvere i problemi loro imposti del carovita con questa capacità di condotta. Questo a livello personale e famigliare. La ricerca del risparmio responsabile degli acquisti in chiave collettiva: i gruppi di acquisto familiare, le Cooperative Commissionarie. La Lega Consumatori ha avuto un ruolo di avanguardia nella creazione dei gruppi di acquisto collettivo, che successivamente sono stati definiti solidali e che noi desideriamo oggi chiamare di famiglie solidalii per le ragioni che di seguito chiariremo. Erano gli anni ‘70-‘71 li abbiamo promossi in Lombardia, nel Veneto, in Liguria ma anche in Campania. Si trattava di una iniziativa capace si sollevare entusiasmo ma comprensibilmente carica di problemi organizzativi e in quella fase, fiscali. Già allora sostenevamo che la procedura che si esprimeva con l’acquisto di gruppo familiare, non produceva profitto o valore aggiunto, eventualmente da sottoporre a imposizione fiscale. Inoltre sostenevamo che quella pratica essendo essenzialmente spontanea e privata non produceva alcun atto amministrativo o fiscale da “registrare”. Com’è nella nostra tradizione di rispetto della legalità chiedemmo già allora un riconoscimento da parte del Ministero. La richiesta non venne ascoltata, anzi di li a poco ci fu l’introduzione del registratore di cassa. Imporre ai gruppi di acquisto collettivo di curare l’acquisto e sopratutto la gestione di un registratore di cassa per una struttura snella e a base volontaria significava l’imposizione di un peso difficilmente sopportabile . Eppure a fronte del carovita dei primi anni ‘70 l’esperienza fu significativa ed utile e coltivata, nonostante tutto, da una parte pur minoritaria dei gruppi negli anni successivi . Penso ad esempio alla esperienza del circolo Acli di Trecella tutt’ora viva e operante con capacità di essere da riferimento qualificata per l’intera comunità cittadina. In quegli anni i gruppi di acquisto collettivo cercarono di promuovere un tipo specifico di cooperativa, la cooperativa commissionaria. Con essa si voleva consolidare l’esperienza , dargli una organizzazione più solida e sopratutto mettersi in regola sotto il profilo amministrativo e fiscale. Oltre ai gruppi di acquisto collettivo promossi dalla Lega Consumatore di intesa con le Acli, si era a conoscenza di due altre esperienza a Parma e Lecco raccordate al Movimento Consumatori . La mancata apertura istituzionale verso questo modello di acquisto volontario basato sulla modalità della commissione (le famiglie incaricavano, cioè commissionavano ad un capogruppo gli acquisti) ha di fatto frenato lo sviluppo dei gruppi di acquisto collettivo come strumenti di difesa del potere d’acquisto, quindi di risparmio familiare. La loro permanenza è stata resa possibile con la crescita della seconda motivazione in aggiunta a quella del risparmio: la scelta dei prodotti biologici e di comportamenti equo solidali. Probabilmente agli inizi degli anni ‘90, pressoché un ventennio dopo, la nascita dei gruppi d’acquisto promossi da Lega Consumatori, sono nati in Italia gruppi di acquisto collettivi chiamati GAS (Gruppo di acquisto solidale) con prevalente la seconda motivazione riportata: quella ecologica e del consumo compatibile. Fa così un certo effetto leggere scritti che datano la nascita dei gruppi di acquisto in Italia con l’inizio del 1994, mentre la costituzione della rete dei G.A.S è avvenuta nel 1997 La proposta dei Gruppi di Acquisto Familiare (collettivo) negli anni ‘70 Ho gia accennato al carovita imperante come spinta alla creazione dei gruppi di acquisto. Il target di riferimento era la famiglia popolare, l’humus culturale era quello delle Acli, le strutture di sostegno erano i circoli di intesa con le parrocchie. Le ragioni a sostegno dei gruppi di acquisto familiare: I prezzi dei prodotti sono influenzati dalla distanza fra luogo di produzione e luogo di vendita, dai numero dei passaggi, quindi dalla composizione della filiera, e anche dalla stagionalità . Ciò spiega perché i gruppi di acquisto familiare da subito privilegiano il produttore più vicino, quindi locale. La scelta dei prodotti locali da la possibilità di conoscere meglio il produttore, di stabilire con lui un dialogo, di poterlo influenzare ed anche orientare. Il rapporto diretto consente di conoscere come il produttore lavora, i suoi metodi, il rispetto delle norme a partire da quelle igieniche. E’ difficile che il produttore adotti tecniche e comportamenti che noi non approviamo. L’azienda piccola e la possibilità di gestire un rapporto diretto con essa consente una possibilità di verifica diversamente impossibile. Prima della entrata in vigore di norme severe sulla macellazione, gruppi di acquisto collettivo concordavano con l’agricoltore la messa all’ingrasso dei suini o la macellazione di bovini in modo da potere poi distribuire le parti tramite i gruppi di acquisto. In quegli anni, per altro soprattutto nei Paesi dove le abitazioni lo consentivano agevolmente, le famiglie dei gruppi di acquisto collettivo cominciavano a dotarsi di congelatori in particolare per compiere acquisti resi convenienti anche dalle produzioni stagionali. Proprio l’attenzione ai tempi delle produzioni stagionali, in particolare in un contesto di cultura contadina, portava alla programmazione razionale e ragionata degli acquisti, che maturava agevolmente nel gruppo di acquisto collettivo. Esso si organizzava agevolmente per l’acquisto del riso, della carne, delle patate, delle arance del vino e dell’olio nella stagione più giusta e conveniente. Ma anche per l’acquisto di prodotti per la casa a partire dai detersivi. Grazie alle sollecitazione dei nostri gruppi di acquisto familiare l’associazione dei produttori pugliesi di olio promossa dalle Acli si decise ad esempio a passare dalla consegna del prodotto agli industriali del settore all’imbottigliamento diretto. I gruppi di acquisto collettivo oggi C’è continuità fra le ragioni del passato e del presente, quelle degli anni ‘70 rimangono di attualità altre si aggiungono sullo stesso percorso. Ieri come oggi trovarsi in gruppo per esaminare i prodotti e i produttori conduce ad uno scambio fra in partecipanti che agevola la scelta comune dei criteri di guida negli acquisti familiari. La pratica degli acquisti collettivi consente di risparmiare, sia perché il produttore si trova in presenza di una molteplicità di richieste e quindi si rende disponibile a sconti sui prezzi ed è impegnato maggiormente a garantire la qualità, sia perché per questa via si salta uno o più passaggi di filiera. I gruppi di acquisto collettivo divengono interlocutori interessanti e graditi per i piccoli produttori anche perché essi vengono spesso esclusi dai circuiti della grande distribuzione che fa riferimento ad aziende medie e grandi in grado di fornire quantitativi di grandi dimensioni. I piccoli produttori operano in condizioni di alta densità di manodopera (ore di lavoro incorporata nel prodotto) la grande impresa invece ad alta intensità di capitale quota di finanziamento utilizzata per un prodotto). Se si aggiunge che la grande impresa di distribuzione spesso ricorre alle importazioni, la scelta dei piccoli produttori da parte dei gruppi di acquisto può diventare uno strumento importante di creazione di occupazione. I gruppi di acquisto collettivo contribuiscono in questo modo a creare una economia locale, che con il loro apporto rende più alto lo scambio di beni di servizi all’interno della regione. La promozione dei gruppi di acquisto diviene così un modo per contrastare gli effetti speculativi e distruttivi che possono derivare dalle spinte dell’economia globalizzata e un contributo importante per difendere e conservare le culture locali, le varietà e le tradizioni locali minacciate dalle egemonie monoculturali. Perché il rilancio dei gruppi di acquisto familiare e solidale adesso Ho chiarito la motivazione principale del freno allo sviluppo dei gruppi di Acquisto Collettivo in Italia riconducibile alla indisponibilità da parte dello Stato a riconoscerli e a sostenerli. Con la Finanziaria del Governo Prodi, ricca di aperture mai pubblicizzate come meritavano, è intervenuto un fatto nuovo con il quale a quasi quaranta anni di distanza si è data risposta positiva al quesito posto allora con insistenza dalla Lega Consumatori. La Finanziaria di Prodi stabilisce che le attività realizzate dalle associazioni senza scopo di lucro, come quelle dei consumatori, quindi la Lega Consumatori che organizzano gruppi di acquisto per comperare direttamente dal produttore e risparmiare sui ricarichi distributivi non sono soggetti IVA e quindi non devono pagare l’imposta. Lo ha stabilito l’art. 1 comma 266 , della legge n.244/2007. La condizione, da sempre accettata dalla Lega Consumatori è che tali associazioni e tali gruppi di acquisto collettivo non applichino ricarichi e non svolgano attività di amministrazione e di vendita. Con il rispetto di tale condizione tali associazioni non sono soggette ad IRPEF, purché osservino le prescrizioni stabilite dall’art. 4 comma 7, del DPRM 633/1972 (legge sull’IVA ) che siano costituite con atto pubblico o scrittura privata autenticata, oppure registrate all’Ufficio del Registro, e che che tali atti prevedano il divieto di distribuzione di utili o avanzi di gestione e l’obbligo di redigere un rendiconto economico annuale. Le motivazioni nuove e innovative per la riproposta dei Gruppi di Acquisto Famiglie Solidali da parte della Lega Consumatori I gruppi scegliendo di acquistare prodotti locali finiscono per privilegiare prodotti a Km Zero. Questo concorre a ridurre il costo dei trasporti a risparmiare risorse energetiche e a ridurre l’inquinamento. I Gruppi nell’organizzare gli acquisti e la loro distribuzione possono curare la riduzione e il riuso degli imballaggi e quindi contribuire alla riduzione dei rifluti, al riuso e alla raccolta differenziata. Nella economia globale e consumistica i beni viaggiano in base al calcolo dei costi aziendali e a fattori come la manodopera e le materie prime impiegate direttamente dall’azienda. I costi indiretti esulano dal calcolo perché sono a carico della collettività: inquinamento, uso delle strade, impiego di energia fossile, gli incidenti stradali, le perdite di tempo legate al traffico congestionato . Il tema di questi costi indiretti richiama quello delle esternalità, cioè dell’impatto della produzione, della distribuzione e del consumo con l’ambiente naturale e umano. Viene pertanto da chiederci se tali costi indiretti venissero incorporati nelle merci quali conseguenze si produrrebbero. Indipendentemente da questo interrogativo che comunque dovrà essere preso in considerazione c’è il dato certo i prodotti locali valorizzano sovente le culture locali, arrivano più presto e più freschi in tavola richiedono meno conservanti. Fare i gruppi di acquisto familiare come esperienza che esprime direttamente l’identità della Lega Consumatori La nostra associazione propone il consumo sostenibile e solidale e uno stile di vita sobrio e solidale. Vuole declinarli in proposte ed esperienze. Il Gruppo di Acquisto Famiglie Solidali è uno di questo modi sempre nuovo e importante. E’ esperienza che : a) consente di acquistare beni e servizi all’interno di una economia più umana vicina alle esigenze dell’uomo e dell’ambiente, b) essendo una esperienza di gruppo costruisce un modo di consumare che unisce le persone anziché dividerle accentuando con le mode consumistiche i comportamenti individualistici, c) Infatti il gruppo porta alla condivisione anziché a lasciare ciascuno rinchiuso nel proprio modo di consumare, d) Il gruppo è opportunità di mettere insieme tempo e risorse invece di tenerle separate, e) Il gruppo è scuola di educazione permanente non solo per risparmiare ma per chiederci cosa c’è dietro il bene, se chi lo ha prodotto ha rispettato le risorse naturali e le persone che lo hanno trasformato; quanto del costo è finalizzato per pagare il lavoro e quanto invece la pubblicità, Qual è l’impatto con l’ambiente, in chiave di inquinamento, trasporto imballaggio. La promozione dei Gruppi di Acquisto Famiglie Solidali come dimensione qualificante della identità della Lega Consumatori L’esperienza dei gruppi di acquisto è caratterizzata da una pluralità si forme e modalità di intervento. Può esprimersi in rapporto ai momenti e alle situazioni. In senso così ampio tale esperienza va intesa come costitutiva della proposta della Lega Consumatori. Infatti se si hanno presenti i contenuti prima illustrati è difficile ritenere che qualsiasi delle nostre sedi non si faccia interrogare nella realtà in cui è inserita dalla utilità di una esperienza di acquisto collettivo se è sulla strada per un diverso modo di consumare. In altre parole se la sede territoriale della Lega Consumatori vuole essere presente fra la gente come momento di servizio, come momento di associazione, come momento di movimento educativo e sociale di ispirazione cristiana, quindi solidaristica dei consumatori è portato a cogliere, specie in questo periodo storico, l’importanza della promozione di un gruppo di acquisto familiare. Come muoverci: a) essere consapevoli che il gruppo di acquisto familiare è espressione di spirito di gratuità o di spirito di servizio. Questo senza compromessi o confusioni. In questo quadro è comprensibile che i gruppi dipendano anche dalle stagioni della vita delle persone, stagioni in cui le persone sono in grado di dare generosamente, altre in cui si mettono da parte. Il Gruppo è una esperienza di volontariato e come tale con pregi e limiti. b) Non pensare ad esso come ad una iniziativa economica ma come una iniziativa di solidarietà c) Tenere costantemente presente la distinzione e la separazione tra gruppo di acquisto familiare ed altre strutture economiche: lo spaccio, il negozio, la cooperativa di consumo, Sapere che mentre la Lega Consumatori è in grado di promuovere e coltivare il rapporto di collaborazione con il gruppo di acquisto familiare non deve promuovere spacci, negozi cooperative di consumo. Questo perché il Gruppo di Acquisto Famiglie Solidali è esperienza di solidarietà , lo spaccio , il negozio o la cooperativa sono attività commerciali. Le cose da non fare. a) Il gruppo di acquisto familiare non ha bisogno di strutture stabili: non ci devono essere scorte e non deve esserci magazzino. La merce arriva nel giorno e nell’ora convenuta , in poco tempo (alcune ore) ognuno ritira la merce che ha prenotato e pagato e l’acquisto collettivo si conclude. Qualora il momento della consegna della merce prenotata e il relativo ritiro avvengano in locali, questi devono essere igienicamente idonei e questo è l’unico requisito. b) i pagamenti devono essere fatti direttamente al capogruppo, non devono essere ammessi pagamenti parziali o ritardi nei pagamenti. Sopratutto lo sportello della Lega Consumatori non svolge attività amministrativa in nome e per conto dei gruppi di acquisti familiari che devono essere in grado di badare a se stessi. Gruppo di Acquisto Famiglie Solidali: come funziona Le operazioni sono le seguenti: a) definire la lista dei prodotti e inserirle nella scheda di prenotazione, fissare luogo e data del ritiro della merce da parte dei soci sottoscrittori della scheda. b) distribuire le schede ai facenti parte il gruppo che la compilano e la restituiscono, c) procedere alla somma degli ordini e inviarla al produttore o ai produttori, d) essere pronti al momento della consegna dei prodotti prenotati, e) procedere alla distribuzione ai soci ricevere il relativo pagamento, f) le riunioni dei gruppi sono tenute presso l’abitazione del capogruppo o di uno dei soci: la sede locale della Lega Consumatori se in grado di ospitare, deve mettere a disposizione il suo ufficio. Come si può vedere la struttura organizzativa del Gruppo di Acquisto Famiglie Solidali è semplice ed essenziale. Complicarla non serve e può nuocere al gruppo stesso. L’autonomia dei gruppi di acquisto famiglie solidali e il rapporto con la Lega Consumatori Il Gruppo gode di una autonomia piena grazie al fatto di avere uno statuto essenziale sottoscritto, un proprio codice fiscale, la gestione amministrativa propria anch’essa essenziale anche perché attinente una attività esentasse. Cosa offre la Lega Consumatori ai Gruppi di Acquisto Famiglie Solidali e ai Gruppi di Acquisto Solidale . La Lega Consumatori è in grado di assicurare ai GRUPPI D’ACQUISTO : - Sostegno nella rappresentanza verso le istituzioni , - Messa a disposizione delle proprie sedi e dei propri sportelli per la distribuzione delle schede di prenotazione degli acquisti, - perché, la dove è possibile la sede della Lega Consumatori fa da riferimento per il ricevimento della merce e la sua distribuzione ai soci nel giorno e nell’orario stabilito, - messa a disposizione di informazioni redatte con schede e decaloghi mensili elaborate con finalità pratiche di servizio e formative, - inserimento nella mailing – list della rivista on line mensile “Passaparola “ - coinvolgimento dei soci dei gruppi d’acquisto in incontri sociali, territoriali , focus group sulle tematiche di un altrosviluppo - coinvolgimento dei soci dei gruppi d’acquisto nei progetti di partecipazione civica per la gestione dei servizi pubblici locali : acqua, gas , energia elettrica, raccolta differenziata dei rifiuti urbani, asili nido, mense scolastiche, biblioteche valorizzando il ruolo che alla Lega Consumatori è assegnato dalla Finanziaria 2008 art. 2 comma 461. - Coinvolgimento dei soci dei gruppi d’acquisto nella rete dei punti di vendita diretta, - Coinvolgimento dei soci dei gruppi d’acquisto nelle reti di tutela dei beni comuni (acqua, servizi universale , sovranità alimentare ) - Coinvolgimento dei soci nella rete del commercio equo e solidale e del turismo responsabile, sostenibile e solidale . - Fruizione offerta ai soci dei Gruppi d’acquisto , grazie ad una possibile convenzione, del servizio di informazioni e di consulenza pratica offerto dagli sportelli della associazione, Il legame volontario di adesione alla lega Consumatori si fonda e si sviluppa sulla tessera di solidarietà, dal costo attuale di 2 euro. Tale quota per altro non è per la Lega Consumatori né a livello territoriale né a livello regionale o nazionale, ma è destinata al Fondo di Solidarietà verso le famiglie e i bambini del terzo mondo. Il Fondo è attualmente impegnato in tre iniziative: di sostegno agli orfani in Tanzania, di finanziamento di un pozzo in Camerun, di sostegno ad una comunità di accoglienza per bambini di strada a Brasilia. Il rapporto fra Lega Consumatori e i Gruppi di acquisto Famiglie Solidali è pertanto all’insegna della gratuità e della solidarietà verso i più poveri. Assume così un connotato significativo di testimonianza. Ed è un rapporto fecondo per il quale la Lega Consumatori ci guadagna in termini di possibilità di essere movimento educativo e sociale cristiano partecipato dalla gente, e il Gruppo ha la possibilità di essere riconosciuto e sostenuto e sentirsi partecipe di una vera e propria rete. Perché se promosso da Lega Consumatori o se ne condivide la cultura, si rende disponibile per un rapporto di collaborazione sinergica La nuova dimensione di impegno dei gruppi di acquisto famiglie solidali : la valorizzazione delle eccedenze alimentari. La partecipazione alla rete di gestione delle eccedenze che deve essere distinta dai gruppi acquisto famiglie solidali , anche se le persone possono essere le stesse. Nella nostra proposta che naturalmente verificheremo, integreremo e arricchiremo in itinere le iniziative da intraprendere sono le seguenti: a) Promuovere incontri sul problema avendo come base la nostra elaborazione sulla condizione della famiglia in Italia. Incontri con i quali proponiamo di formare dei gruppi di volontari , scegliendoli in particolare fra i giovani e gli anziani, b) Promuovere a livello nazionale e in modo coordinato a livello territoriale delle intese cui far seguito con la stipula di convenzioni, con i soggetti che già operano nel settore: Banchi Alimentari, esperienze di last minute market, c) Promuovere la dove ci sono le condizioni, specie se in assenza di interventi in materia, possibilmente con altri soggetti, parrocchie e Caritas, esperienze territoriali specifiche serie e organizzate. d) Delegare preferibilmente alle parrocchie e alla Caritas la scelta delle famiglie e delle persone cui il gruppo dei volontari della Lega Consumatori si impegnano a distribuire i prodotti alimentari fornite dalle iniziative della rete. e) Mantenere pulita, razionale ed efficiente l’azione per la parte promossa a dalla Lega Consumatori facendo si che alle famiglie e persone in stato di bisogno quanto promosso arrivi tempestivamente, perfettamente commestibile e gratuito. Perché la denominazione gruppi di acquisto famiglie solidali e perché la scelta di costruire una rete Abbiamo visto che una rete già esiste è quella dei G.A.S, gruppi di acquisto solidale. Siamo qui di fronte ad un bivio: far intervenire la Lega Consumatori nella promozione dei gruppi di acquisto e poi inserirli nella rete dei G.A.S. oppure adottare una denominazione più aderente alla “mission“ propria della Lega Consumatori. Su questa materia noi poniamo il tema della identità delle esperienze che intendiamo promuovere o con le quali intendiamo collaborare. La Lega Consumatori partecipa attivamente alle varie iniziative di mobilitazione ecologica e di commercio equo- solidale, In tutte queste occasioni ha la possibilità di verificare una sintonia di fondo in chiave di valore, ma anche la diversità di approccio oltre che di accentuazione e specificità di riferimento proprio in chiave di valori. Entra in gioco qui il tema della famiglia e il riferimento ai suoi valori fondanti: il matrimonio e la stabilità del vincolo, la comprensione delle situazioni di crisi e l’intervento a sostegno delle famiglie in crisi. La stessa iniziativa dei Gruppi di Acquisto Collettivo e le stesse Cooperative Commissionarie sono viste da sempre dalla Lega Consumatori come espressione di sostegno e di solidarietà alla famiglia. Nasce da qui la scelta della denominazione “Gruppi di Acquisto Famiglie Solidali” perché meglio rispondente sul tema della identità. In sintesi questa denominazione risponde appieno alla nostra specificità e questo è ciò che conta molto in questa fase di sviluppo della associazione. Perché una rete La ragione è evidente: la Lega Consumatori è radicata ormai su tutto il territorio nazionale e il rilancio dei gruppi di acquisto familiare è in grado di diventare uno degli altri modi per un ulteriore radicamento sul territorio. Noi crediamo che progressivamente il numero dei gruppi di acquisto famiglie Solidali siano destinati a crescere e ad avvertire l’esigenza di porsi in circolo fra di loro. Da qui la ragione della rete. La rete dei G.A.F,S (Gruppi di acquisto famiglie solidali) non la dobbiamo intendere come alternativa a quella dei G.A.S (Gruppi Acquisto Solidali) ma in grado di collegarsi con essa in chiave di collaborazione sinergica. Questa scelta è in sintonia con la stessa proposta delle Acli del Punto Famiglia con il quale la Lega Consumatori è pronta a collaborare. Quello della “Rete” è un Progetto già strutturato, che riprende una pagina anticipatrice, non la sola, della Lega Consumatori, che merita di essere ricordata specie nell’anno del quarantennio della associazione. E’ un progetto che abbiamo ripreso con umiltà ma che vogliamo sviluppare con passione e determinazione. Milano settembre 2012. Pietro Praderi Presidente Nazionale Lega Consumatori.