IL MAREMOTO CHE HA COLPITO L'ASIA
Alla conferenza stampa alla Farnesina, il Ministro degli esteri Gianfranco Fini ha ribadito il numero finora accertato dei nostri connazionali deceduti.
Fini ha fatto appello ai nostri connazionali che nelle aree colpite di mettersi al più presto in contatto con le autorità italiane, presenti nelle zone interessate dal sisma: i numeri telefonici sono 006622854090 – 006622854091-2 (Ambasciata italiana a Bangkok), 00941125388 – 0094112508418 (Ambasciata italiana a Colombo), 00960775428 – 00960786773 (Funzionario Ministero degli Esteri italiano).

“Raccomando ai nostri connazionali che volessero partire per quelle aree colpite dal sisma – ha detto il ministro degli esteri Fini – di non partire. Ci sono problemi di carenza d’acqua e di collegamenti interrotti”.
Un collegamento in video conferenza con l’Unione Europea ha sottolineato l’impegno dell’Italia a favore delle popolazioni colpite.
Intanto la rete web si è messa in moto e due importanti quotidiani italiani hanno attivato da subito indirizzi di posta elettronica per comunicare e ricevere informazioni. In particolare, La Repubblica (www.repubblica.it) ha attivato un servizio di posta elettronica (deskrepubblica.it@repubblica.it) per comunicare informazioni sulla situazione o per chiedere informazioni sui cari presenti nelle aree colpite.

Il Corriere della Sera (www.corriere.it) ha invece pubblicato le testimonianze dei turisti e dei Vip, oltre che quelle dei lettori attivando un indirizzo di posta elettronica:internet@rcs.it
I nostri connazionali presenti nelle aree, secondo le stime della Protezione civile, dovrebbero essere circa 6.000. Intanto sono proseguiti i primi rimpatri degli italiani. In serata il totale è stato di 700 unità. Il disastro che ha colpito il pacifico coglie migliaia di turisti in vacanza o in procinto di partire per le festività di fine anno. Per Adiconsum è importante che questa immane tragedia eviti per quanto possibile contenziosi ingiustificati e a riguardo l’associazione stila alcune istruzioni per l’uso

Per coloro che sarebbero dovuti partire:

venendo meno la prestazione, cioè con la sospensione della partenza, sia ha diritto al rimborso delle cifre già versate (entro sette giorni) o in alternativa al rinvio del viaggio nella stessa località o verso altra destinazione di pari valore (qualora il valore fosse inferiore si ha diritto al rimborso della differenza) o ad un bonus da utilizzare per futuri viaggi. La scelta spetta al consumatore.

Per rientri anticipati:

Per rientri anticipati rispetto al programma di viaggio o per servizi non usufruiti, il viaggiatore ha diritto ad un rimborso o ad un bonus in conto viaggi.

Diritto al rimborso ma non al risarcimento per vacanze rovinate:

Trattandosi di cause di forza maggiore, sia ha diritto al rimborso delle prestazioni non usufruite ma non vi è la possibilità di chiedere risarcimenti per “vacanze rovinate”.

Chi risponde dei rimborsi:

Il referente per i rimborsi è l’organizzatore del viaggio (tour operators e/o agenzie di viaggio). L’eventuale copertura con polizza assicurativa facilita la soluzione (generalmente però le “cause di forza maggiore” non sono coperte. Si consiglia di verificare la propria polizza).

In caso di contenzioso: Si consiglia di chiedere il rimborso con lettera raccomandata A/R e negoziare l’entità e la modalità del rimborso direttamente con l’organizzatore. In caso di contenzioso, rivolgersi alle associazioni di consumatori per attivare la procedura conciliativa o al giudice di pace.

Rimpatrio feriti e salme:

Il rimpatrio dei feriti e delle salme dei nostri connazionali è stato preso in carico dall’Unità di crisi e dal Fondo di Garanzia Nazionale (regolamento MAP 23/7/99 n.349) che interviene in casi di “emergenza”. Tuttavia, il Fondo è da rifinanziare poiché attualmente privo di risorse.

Gruppo Ventaglio: la situazione dei turisti del tour operator

Il gruppo ventaglio informa che i passeggeri del gruppo presenti nelle aree colpite dal maremoto soggiornano principalmente nell’area delle isole maldive. Sono 150 i clienti presenti presso il nostro villaggio Ventaclub Rannalhi situato nell’atollo male sud a 35 km dall’aeroporto di male; solo 30, invece, i clienti che si trovano in Thailandia, in tour promossi con il marchio caleidoscopio. Tutti i clienti presenti presso il Ventaclub Rahnnalhi, che non ha subito danni, si trovano in buone condizioni e sono assistiti dallo staff Ventaclub in continuo contatto con la direzione di Milano.Mentre i clienti, caleidoscopio, in tour in Thailandia sono stati tutti contattati telefonicamente e direttamente dallo staff caleidoscopio di Milano, stanno tutti bene e stanno ricevendo l’assistenza possibile e indicazioni per il rientro in Italia.

Ventaglio, in linea con quanto deciso dall’associazione dei tour operator italiani (astoi) e in seguito alle comunicazioni diffuse dall’unità di crisi della Farnesina, ha bloccato fino al 28 dicembre le partenze verso le destinazioni colpite e sta organizzando voli di rientro per i passeggeri ubicati nelle zone a rischio. Ai passeggeri con partenze per le Maldive fino al 28 dicembre incluso e per partenze di viaggi caleidoscopio per destinazioni colpite dal sisma fino al 2 gennaio, verrà offerta la possibilità di cambiare destinazione del viaggio, compatibilmente alle disponibilità, o posticipare la vacanza o rinunciare al viaggio con rimborso totale del costo del viaggio.

"Sarà nostra premura aggiornare i clienti sull’evolversi della situazione in relazione alle partenze e ai voli previsti dopo la data il 29/12". La direzione e tutto lo staff del Gruppo Ventaglio si stanno prodigando per garantire l’assistenza e le informazioni ai clienti e alle agenzie di viaggio tenendosi in costante aggiornamento telefonico con il villaggio e con i corrispondenti locali.

Intanto, altri tour operator, come Kuoni-Gastaldi hanno attivato due numeri telefonici: uno per i parenti, gli amici e i conoscenti dei turisti in viaggio 010/5968410; l’altro per chi ancora non è partito e vuole informazioni 010/5968580. L’operator al telefono con l’agenzia HC anticipa che non sono previste penali per coloro che decidono di rinunciare al viaggio.

Cnr:il maremoto si può prevedere

Come può lo spostamento di una zolla continentale, generalmente dell’ordine di 10 cm. o poco più, provocare un innalzamento o abbassamento della superficie marina esteso per decine o centinaia di chilometri, che si propaga a velocità di centinaia di km. orari e che a riva provoca un muro d’acqua alto decine di metri? E le conseguenze di questi fenomeni sono prevedibili?

“I terremoti sono dovuti a improvvisi e rapidi spostamenti di zolle adiacenti che al massimo, e raramente, giungono a un metro o poco più” spiega Luigi Cavaleri, ricercatore dell’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Venezia. “Se questo avviene in una zona sommersa dal mare, la perturbazione in superficie si propaga come onda circolare, un po’ come quando lanciamo un sasso in acqua. Anche nel caso dei terremoti sottomarini l’onda, in realtà, è molto bassa, quasi sempre nell’ordine dei centimetri, ma estremamente lunga, e quindi il volume e l’energia in gioco sono elevatissimi”.

La velocità con cui un’onda così lunga si propaga è calcolabile con una formula molto semplice: la radice quadrata della costante di gravita’, 9.81 (approssimata a 10), moltiplicata per la profondità. Prendendo 4.000 metri come profondità tipo dell’oceano, si ottiene come velocita’ dell’onda Ö 10 x 4.000 = 200 m/sec = 720 km/ora. Questo vuol dire che, per esempio, occorrono 10 minuti perché l’onda arrivi a 120 km, due ore per arrivare a 1400 km di distanza e 10-12 ore per traversare il Pacifico. “Tempi che consentono di calcolare con precisione dove e quando arriverà l’onda di maremoto, se si hanno le dovute informazioni sul terremoto” spiega l’ingegner Cavaleri.

“Nel Pacifico c'è un sistema di allarme che in Giappone funziona così bene, tanto che esistono documentazioni video dei maremoti riprese dalle persone postesi in salvo su un luogo opportuno per riprenderne gli effetti, catastrofici ma spettacolari. Con il disastro che ha colpito il Sudest asiatico, l’India, lo Sri Lanka e le Maldive c’era tempo per avvisare la popolazione. Il problema è stato e rimane la mancanza di un opportuno sistema di previsione e di informazione alla popolazione”.

Ma come mai il fenomeno diventa così drammatico all’approssimarsi alla costa se l’onda di maremoto è molto bassa e molto lunga, e quindi con pendenza inavvertibile? “In alto mare, infatti, le navi non percepiscono assolutamente il fenomeno e, se l’annuncio è dato per tempo, la cosa migliore per loro è prendere il largo” prosegue il ricercatore dell’Ismar-Cnr. “Nell’avvicinarsi alla riva, invece, mentre diminuiscono violentemente la profondità e la velocità del fronte (a 10 metri di profondità si riduce a 10 m/sec = 36 km/ora), il grosso dell’onda che è ancora in acqua fonda e continua a viaggiare veloce tende a compattarsi, e la sua altezza aumenta. Questo spiega il violento compattamento e l’improvviso muro d’acqua che appare sulla spiaggia ed avanzando continua a ricadere su se stesso, in seguito alla spinta retrostante”.

FONTE: HELP CONSUMATORI MDC