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CONCILIAZIONE
La Lega Consumatori è fra le associazioni più impegnate
nella promozione della conciliazione.
Non a caso l'associazione ospita l'ICO (Istituto Conciliazione) che
aggrega 10 associazioni nazionali di consumatori.
L'associazione è attualmente impegnata :
- nel Progetto Conciliazione Ico
- nellla conciliazione con Ania, Fiavet, Poste Italiane.
La linea sulla conciliazione è sintetizzata nel documento
allegato.
Si dice che l'uomo una volta uscito dalla sua caverna e incontrato
il vicino, dovesse scegliere se aggredirlo con la clava oppure parlargli,
cioè iniziare a dialogare con lui. Il dialogo diventa la
via per mettere a confronto le ragioni reciproche, per creare condizioni
di convivenza accettabili, costruire soluzioni alternative rispetto
a quelle prodotte dallo scontro e . spesso. anche dalla guerra.
Probabilmente la scelta del dialogo non scaturisce spontanea dall'istinto.
Questo punta piuttosto allo scontro, al far valere comunque il proprio
punto di vista, senza sentire ragione. Spesso è lo scontro,
il contrasto, la guerra a provocare passioni, infiammare gli animi.
L'uomo è capace di dialogo, di mediazione, di conciliazione
ma come risultato di equilibrio di ragioni del cuore e della mente,
come conquista di equilibrio e di razionalità. Chi riesce
a fare esperienza di dialogo, di mediazione e di pace, si rende
conto come essi possono fondare una comunione del vivere bene che
rappresenta, in fondo, un livello alto di civiltà. Tuttavia
la realtà presenta troppe situazioni che sono il risultato
delle spinte irrazionali, violente e perfino bestiali. Queste per
altro continuano a manifestarsi, a dispetto del progresso tecnico
e scientifico e del mutamento delle condizioni economiche e sociali
e della stessa crescita dei livelli di istruzione. Ora i cittadini
credenti e di buona volontà, pur consapevoli delle contraddizioni
accennate, scelgono di mettersi fra i sostenitori della cultura
della mediazione che, al fondo, è cultura di pace. Queste
osservazioni vanno colte a premessa del tema della conciliazione
per valutarne il dato antropologico o, se si preferisce, autenticamente
umano. Sta qui la ragione dell'impegno straordinario della Lega
Consumatori, movimento educativo e sociale di cittadini e di famiglie
nella esperienza della conciliazione e arbitrato nelle liti di consumo
e negli stessi conflitti familiari.
Il ricorso alle procedure extragiudiziali è recente nel nostro
paese e conta all'incirca un decennio. Essa si é motivata
con la congestione della giustizia ordinaria; sono oltre due milioni
le cause giudiziarie civili e la loro durata media supera i dieci
anni. E' evidente che il ritardo con il quale le cause vengono concluse
e' pagato soprattutto dalle parti deboli in conflitto, quindi in
genere, i consumatori e le famiglie popolari. Da parte delle imprese
la disponibilità alla conciliazione è sollecitata
dal rischio che loro comportamenti e sentenze di condanna siano
denunciati sui mezzi di informazione di massa causando il cosiddetto
" strepitus fori".
Però per noi la conciliazione e l'arbitrato costituisce una
forma di accesso ala giustizia che ha valore in sé. Nel decennio
di sperimentazione la conciliazione ha dato buona prova di sé
innanzitutto nel comparto delle telecomunicazioni Il risultato è
imponente, circa 28 mila affrontati e risolti. Si e trattato di
una esperienza di ricorso a procedure extragiudiziale scaturita
da un accordo quadro e da un protocollo di intesa contrattato fra
associazioni di consumatori e aziende o associazioni di impresa
disponibili. I protocolli più significativi sono stati firmati
con Telecom, Tim, Fiavet, Ania, Poste Italiane.
In parallelo con questa esperienza è nata quella promossa
dalle camere di commercio; una iniziativa pertanto istituzionale,
condotta in attuazione della legge n.580 che all'art.2 assegna alle
Camere di Commercio la possibilità di istituire procedure
extragiudiziale. Nei casi in cui gli sportelli di conciliazione
adottino il cosiddetto modello "trino" si da vita ad una
commissione composta dai due rappresentanti delle controparti e
presieduta da un soggetto terzo, nominato dalla Camera di Commercio,
con funzione " super partes".
Le due esperienze meritano di essere confrontate, su un dato in
particolare; la rispondenza fra domande di conciliazione e presentazione
delle controparti all'appuntamento previsto per la loro trattazione.
Da tale confronto, favorevole alla prima, emerge la rilevanza dei
protocolli di intesa posti alla base dei progetti di conciliazione
e arbitrato e dalla loro efficacia nel vincolare i contraenti.
Le due esperienze sono state al centro di un confronto di sapore
concorrenziale e alternativo.
Una riflessione più attenta ha infine chiarito che si trattava
di due modalità diverse ed entrambe valide.
Infatti non si può parlare di un modello di conciliazione
e arbitrato, ma di una pluralità di modelli, adattabili,
come un vestito sul corpo, alle diverse realtà cui devono
attagliarsi.
In questa pluralità i due modelli che hanno fatto da base
alle due principali esperienze di conciliazione ; quello paritetico
e quello trino possono essere adottati senza essere tra loro concorrenti
o i contrasto.
Essa per altro ha rappresentato un punto d'arrivo per la maggioranza
delle associazioni dei consumatori e di rilancio della loro iniziativa.
Queste associazioni partono da un giudizio positivo sulla esperienza
di conciliazione che le ha viste coinvolte fin qui ed hanno maturato
una loro linea condivisa anche dalle controparti più illuminate.
Tale linea prevede tre livelli:
A) Primo livello: l'impresa si dota di un riferimento per l'utente
che intende sporgere reclamo. Qui deve avere risposte certe, e qualora
siano negative, devono essere accompagnate da indicazioni circa
il possibile ricorso a procedure di conciliazione e arbitrato;
B) Secondo livello: La procedura di conciliazione prevede il ricorso
al modello paritario. Esso si basa su clausole inserite nei contratti,
su accordi quadro, protocolli di intesa, convenzioni, su un progetto
di conciliazione e sul loro aggiornamento permanente e su una pratica
di confronto comune fra le controparti.
Ora é possibile e auspicabile che la conciliazione. definita
qui di secondo livello, e un il modello paritario, sia accolta e
riconosciuta dalle istituzioni ce si occupano di accesso alla giustizia
alternativa : Le Camere di Commercio, l'Autorità per energia
e l'Autorità per le garanzie delle Comunicazioni.
Il tentativo di conciliazione con il metodo paritario può
risolvere il contenzioso oppure lasciarlo aperto.
C) Terzo livello. In esso può avere un ruolo preminente un
soggetto terzo, con funzione "super partes" coadiuvato
dai rappresentanti diretti delle due controparti.
La conciliazione è un processo in atto che ha interessato,
nella fase pilota, alcune aziende pubbliche delle quali solo due;
Telecom e Tim si sono impegnate a fondo. In un secondo tempo, come
avviene nei processi, che si costruiscono per via di convincimento
e grazie alle maturazioni che intervengono. si sono avviati interessanti
progetti che sono in procinto di tradursi in fasi di sperimentazione.
Sono quelli preparati con la confederazione delle imprese artigiane,
con l'Ania (associazione nazionale impegno assicuratrici), con le
Poste Italiane, con l'Unioncamere con la stessa Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni.
Tuttavia la prova che la via della conciliazione è promettente
viene dall'uso quotidiano del formulario europeo e dalle risposte
crescenti che arrivano, a dimostrazione di una apertura crescente
che sta entrando nel costume dei rapporti commerciali.
E' in questa luce che la conciliazione assume il carattere di progetto
strategico, ancorato alla cultura della mediazione che al fondo
è cultura di pace.
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