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LE BANCHE
Le clausole vessatorie
Gli abusi sono ancora oggi purtroppo all'ordine del giorno: penali
molto onerose in caso di rimborso anticipato, limiti alla facoltà
di vendere il bene ipotecato, trasferendo il mutuo a terzi, ecc. ecc.
sono ancora presenti in molti contratti già conclusi.
Queste clausole possono oggi essere combattute grazie ad una nuova
disciplina introdotta nel codice civile, ma è ovvio che prevenirne
l'introduzione nei contratti è il metodo migliore da utilizzare.
L'utente deve quindi pretendere che le clausole contrattuali proposte
siano sempre comprensibili e gli siano comunicate con sufficiente
anticipo, in modo tale da poterle anche sottoporre ad una valutazione
di un associazione di fiducia.
Comunque, qualora i termini di un contratto di mutuo già stipulato
determinino uno squilibrio di diritti ed obblighi a carico del consumatore
(mutuatario), gli squilibri possono essere resi inefficaci con una
azione di contenzioso.
Il finanziamento può coprire l'intero prezzo d'acquisto?
No. Le banche finanziano in genere fino al 75-80% del valore, mentre
il resto deve essere anticipato in contanti. Questa non è
una regola ferrea, in qualche caso si può ottenere un finanziamento
maggiore, fino ad avvicinarsi al 100%, se la banca ha la garanzia
di essere rimborsata.
Normalmente la banca controlla il reddito dell'acquirente che deve
essere compatibile con l'importo delle rate da rimborsare. Se la
rata non supera il 25-30% del reddito familiare, non ci sono di
solito problemi. Se poi qualcuno altro fa da garante, ad esempio
un parente o i genitori, la banca è ancora più disponibile.
Quanto costa stipulare un mutuo? Le spese di stipula
posso anche riservare spiacevoli sorprese in termini di oneri economici.
Riportiamo le voci più significative con le relative avvertenze:
Le spese di istruttoria - legate ai costi di banca per
valutare la pratica e dare il benestare; esse sono da pagare comunque
anche se il contratto non va a buon fine; variano, sul mercato,
da un minimo di 0 a un massimo di 350.000 (sono da rifiutare quelle
in valore percentuale in base alla quantità di mutuo erogato);
Le spese di perizia - legate alla necessità di periziare
il valore effettivo dell'immobile. In pochi casi, di solito limitatamente
agli acquisti diretti da un costruttore, la banca si fida di una
autodichiarazione mentre, normalmente, pretende una perizia di un
tecnico di sua fiducia - la spesa varia di solito da 300.000 a 500.000;
Il costo dell'assicurazione - legata alla necessità
di garantire l'immobile contro incendi e esplosioni. La banca può
non accontentarsi di una polizza condominiale e richiedere la stipula
di una specifica assicurazione, che ha di solito un costo o fisso
(una tantum da 75.000 a 150.000) o percentuale ( dallo 0,8 per mille
all'1,53 per mille );
Le imposte - è ancora in vigore la cosi detta imposta
sostitutiva che è pari allo 0,75% del capitale finanziato
ed erogato da una banca;
Le spese notarili - che sono quelle più onerose - sono
legate alla stesura e alla stipula del contratto di mutuo. Il costo
può variare sensibilmente a seguito della parcella notarile
( I Notai come ogni altra categoria professionale applicano una
loro tariffa che non può essere inferiore al minimo tabellare
previsto dall'ordine). Conviene quindi informarsi e contattare più
di un Notaio. Tenete presente, a titolo esemplificativo che la stesura
di un contratto per un mutuo di 50/80 milioni costa, comprese le
spese e le tasse , da un minimo di 1.600.000 a 2.200.000.
Conviene un mutuo lungo o breve?
Le banche hanno da tempo diversificato l'offerta. Scegliere quindi
tra una rateizzazione relativamente breve, di 10 anni, o una più
lunga, a 15, 20 o 30 anni, dipende essenzialmente dalle disponibilità
economiche (attuali e future) di chi stipula il mutuo. Se il mutuo
è più diluito nel tempo, le singole rate saranno più
leggere e graveranno meno nel budget familiare ma ovviamente gli
interessi complessivi saranno un poco più alti.
Che differenza c'è tra il Mutuo a tasso fisso e
uno a tasso variabile? Nei mutui a tasso fisso gli interessi
da pagare sono predeterminati e non si modificano al variare dei
parametri economici esterni. Viceversa, il tasso variabile ,aumenta
o diminuisce gli interessi della rata di mutuo in ragione dell'andamento
di alcuni parametri economici predefiniti. I più conosciuti
e utilizzati sono il Ribor e l'Euribor . Al parametro si somma
normalmente un onere aggiuntivo fisso ( applicato dalla banca)
detto "Spead" che determina, sommato al precedente,
il tasso effettivo da applicare.
Conviene il mutuo a tasso Fisso o quello variabile?
Il tasso fisso offre la sicurezza, anche psicologica, di mantenere
costante la rata nel tempo anche se il costo del denaro dovesse
modificarsi.
Se però il costo del denaro diminuisce (cosi come ha fatto
nel corso degli ultimi anni) il tasso fisso non può approfittare
del calo e della favorevole congiuntura economica.
Il tasso variabile rappresenta una scommessa con l'andamento futuro
dell'economia ed è al momento è ancora molto utilizzato
sulla scia degli ancoraggi Europei che hanno consentito in Italia
una notevole stabilizzazione del costo del denaro e una discesa
dei tassi applicati.
I tassi d'interesse applicati ai mutui variabili hanno subito recentemente
( dopo l'estate 1999) alcuni contraccolpi negativi che ne hanno
frenato la discesa; malgrado ciò i mutui a tasso variabile
rappresentano ancora un buon investimento.
Le principali banche offrono ancora oggi tassi variabili del 5/6%
a regime, con un ingresso al 4,5/5%. Per contro il tasso fisso viene
offerto dal 6,20 al 7,5%.
Attenzione al tasso d'ingresso La pubblicità di alcuni istituti
di credito enfatizza i propri tassi variabili proposti come molto
convenienti. Le offerte specificano (in piccolo) che si tratta di
un trattamento di ingresso che è normalmente più vantaggioso
della rata a regime. Attenzione quindi alle offerte: chiedete sempre
preventivamente il valore della rata di ingresso e quella a regime.
Esiste una via di mezzo? Si. C'è una terza
via. I mutui a tasso misto, in un primo momento hanno rate costanti
e dopo un certo periodo ( di solito almeno18 mesi ) il tasso diventa
variabile, o in opzione si può ricontrattare senza particolari
oneri.
Le modalità di erogazione della somma. "il prefinanziamento"
Il contratto di mutuo si perfeziona solo al momento della stesura
Notarile dell'atto. Subito dopo il Notaio iscrive l'ipoteca presso
l'apposito ufficio.
Sino a quando la pratica Notarile non è completata e trasmessa
alla banca, la somma non viene erogata . Il che normalmente significa
aspettare due o tre settimane prima di poter disporre del denaro.
Per evitare questa attesa , alcune banche mettono a disposizione
subito la somma mutuata a titolo di prefinanziamento; nel caso la
somma viene caricata di un ulteriore interesse.
Per evitare il prefinanziamento è necessario accordarsi in
anticipo con il venditore che deve essere garantito se vende prima
di incassare l'intera somma. È compito del Notaio proporre
e spiegare alle parti le diverse soluzioni possibili.
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