LE BANCHE

Le clausole penali

La mora per il ritardato pagamento Chi chiede un mutuo ben raramente si preoccupa delle conseguenze di un inadempimento parziale. È necessaria invece molta attenzione per evitare di incorrere in sovrattasse onerose. I tassi di mora applicati per i ritardati pagamenti variano da istituto a istituto nell'ambito del 2-3% mese. Essi rappresentano un onere altissimo che rapportato su base annua è pari ad interessi passivi del 24-36%.
L'estinzione anticipata: È una facoltà prevista normalmente dal contratto di mutuo ma i suoi costi sono molto cari. È quindi opportuno contrattare la clausola preventivamente tenendo conto che le penali applicate al momento variano da un 2 ad un 6% massimo, da calcolarsi sul capitale residuo, più una cifra fissa di 150.000/200.000.
Addebito della rata: Come ogni operazione bancaria anche l'addebito della rata fa scattare un costo aggiuntivo. Il prezzo varia a seconda del tipo di contratto e le banche applicano valori che variano da 1.500 a 6.000 per ogni rata addebitata.
Spese di segreteria: Fanno la loro comparsa su quasi ogni richiesta di spiegazione. Si pagano per esempio per avere il prospetto dei conti di estinzione: Cominciano a comparire con frequenza sospetta e non si sa a quali clausole vengano riferite. Bisogna quindi rifiutarle contestandole ogni volta.
I limiti alla facoltà di vendere
Alcuni contratti di mutuo prevedono che l'utente non possa vendere l'immobile prima di aver finito di pagare il mutuo. In caso contrario si fa obbligo di estinguere anticipatamente il contratto assoggettandosi al pagamento della penale.
È una clausola che ovviamente non va sottovalutata perché può creare un intralcio nel momento in cui si decide di cambiare casa. Il consiglio è quello di evitare gli istituti che propongono questa clausola o, in alternativa, chiedere che la limitazione non vada oltre i 5 anni.

L'acquisto di un immobile già coperto da un mutuo In un caso del genere sono possibili due strade. Se il tasso e le condizioni sono favorevoli si può scegliere di accollarsi il mutuo in essere, continuando a pagare le rate al posto del proprietario precedente. Le banche di solito acconsentono all'operazione e si evitano le spese per un nuovo contratto.
La seconda via consiste nel chiedere al venditore di estinguere il mutuo, magari utilizzando gli acconti dell'acquirente. È ovvio che la banca pretenderà una penale d'estinzione per compensare il mancato guadagno degli interessi ed è quindi necessario soppesare bene la convenienza.

L'ipoteca e il suo importo L'ipoteca è una garanzia che consente alla banca o all'erogatore di recuperare forzatamente il credito quando il mutuatario non paga. L'ipoteca viene normalmente iscritta per un importo superiore a quello del mutuo (normalmente il doppio dell'importo erogato) in ragione di recuperare, in caso di inadempienza, il capitale, gli interessi e le spese per la procedura di vendita all'asta dell'immobile. L'importo dell'ipoteca viene comunque deciso dalla banca e non è contrattabile.

Le modalità di cancellazione dell'ipoteca? Il mutuo viene considerato estinto con il pagamento dell'ultima rata. L'ipoteca che lo garantisce rimane invece attiva sino a quando siano trascorsi 20 anni da quando il mutuo è stato concesso. Per i mutui di durata inferiore a 20 anni vi è quindi un periodo di tempo in cui l'ipoteca esiste anche se non ha più alcuna utilità. La convenienza a chiederne l'estinzione va commisurata alle proprie necessità in considerazione che la cancellazione dell'atto costa normalmente circa 1.400.000. Conviene farlo in caso di intenzione a vendere o lasciarla estinguere per suo conto, in caso contrario.